Il club degli amici immaginari
Silvana Gandolfi
Salani, 2012, p. 233
€ 13,00 ; Età: da 10 anni
Oscar – dieci anni, timido, solitario, di salute cagionevole e dall’intelligenza vispa – si trasferisce con la famiglia nella località marittima di Portopidocchio. Qui incontra Mia, sirena uscita dalle pagine della favola di Andersen, che diventa sua amica. O meglio, la sua amica immaginaria. Ogni notte, quando tutti dormono, Oscar esce di casa e va in spiaggia a parlare con Mia, che conosce tante cose e che ha visitato molti posti nel mondo. Tra questi, anche la fantastica isola del tempo perso su cui notoriamente si riversano cose e persone smarrite. Assai incuriosito, Oscar decide di visitarla, dapprima leggendo l’omonimo romanzo (Silvana Gandolfi, L'isola del tempo perso, Salani, 1997) e poi andandoci di persona. Una volta arrivato, Oscar conosce Daniele, uno dei protagonisti del romanzo, leader carismatico dei bambini che abitano sull'isola. Daniele non è un bambino, ma come Mia è un amico immaginario, precisamente un AIOC (Amico Immaginario Orfano di Creatore). Gli AIOC sono amici immaginari abbandonati dai loro creatori per le più svariate ragioni. Da Daniele e dagli altri bambini, Oscar viene a sapere delle ambizioni tiranniche che la popolazione cannibale dell’isola sta attuando sulla Terra, soprattutto nella nazione in cui si trova Portopidocchio. Convinti di poter salvare la Terra, Daniele, Mia e Oscar ordiscono un piano che riporterà i cannibali sull’isola del tempo perso, dove la loro malvagità è tenuta sotto controllo. Ma perché il piano riesca, occorrerà coinvolgere quanti più AIOC possibili.
Dopo una felice incursione nell'attualità di una storia di mafia, Silvana Gandolfi riabbraccia la sua assortita tavolozza del fantastico. Tutto il romanzo è pervaso da un’aura celebrativa, con momenti di svagata auto-referenzialità. Ciò che alla fine si celebra è l’immaginazione, madre di amici immaginari come di teorie scientifiche avveniristiche, musa delle arti. Tutto ciò che nasce da un caotico guizzo di fantasia è reale, e dà pregnanza, senso e ordine alla nostra vita e ai mondi in cui viviamo.
Silvana Deriu
(da LiBeR 95)
Il club degli amici immaginari
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