Gli ingredienti della felicità
Katy Cannon
Trad. Alessandra Guidoni
Mondadori, 2014, p. 270
(I Grandi)
€ 16,00; Età: da 13 anni
Quando Lottie entrò al Bake Club, sentì un sapore di casa. No, non ci sarebbe voluta mai andare a quel club di fornai. Chiuso con gli amici, chiuso con il mondo, dopo la morte di papà. Ma quel profumo di zucchero, zenzero, pasta lievitata, cioccolato e crema la riportava ai tempi felici e complici delle infornate di dolci con papà. D’altronde era un compromesso molto più accettabile di altri e la scuola lo esigeva. Insegnanti, tutor e psicologa erano all’erta. O Lottie riprendeva una vita scolastica e di relazione o altrimenti avrebbero preso provvedimenti. Questo significava una convocazione della mamma per un piano di recupero dal lutto di papà. Ed era quello che Lottie più di tutto paventava. State alla larga dalla mamma, non avvicinatevi a casa mia. Per questo si assoggettò a quell’impegno, contrabbandando così una finzione di ritorno alla normalità. Sto bene.
Fu una sorpresa, per lei che non amava le sorprese, trovarsi per compagni soggetti un po’ particolari? Lei, abituata a mascherarsi, intuì ogni maschera dietro cui si nascondeva anche il volto più lieto della compagnia. S’interessò a tutti, purché non si interessassero a lei, soprattutto al “cattivo ragazzo” che le toccava il cuore. E che le toccò come compagno d’impresa alla stessa postazione di confezione dei dolci. Tutti con il loro segreto. Mai inconfessabile come il suo. Fonte di sotterfugi, equivoci, dolorose incomprensioni. Vero filo conduttore della storia.
Ritmato da golose ricette, che precedono ogni capitolo, il romanzo di Katy Cannon procede nella realizzazione di piccoli capolavori di cucina, impastati di impegno, gioia, dolore, ambizione, distillati dai sentimenti più contrastanti e comuni che guidano il comportamento degli adolescenti.
Ne esce un piccolo spaccato di cultura della scuola inglese, di cui il romanzo è impregnato, che diventa serbatoio tanto di problemi come di realizzazioni personali, restituendo volto più sincero a ogni attore che abbia calcato quel palcoscenico. Ragazzi che ritrovano se stessi per merito di ragazzi, e adulti che alleggeriscono quell’aura di incomprensione che aleggia ovunque, e da che mondo è mondo, fra allievi e maestri, in un finale di felice ricomposizione. Da ricetta che ha trovato i suoi giusti ingredienti.
Rosella Picech
(da LiBeR 105)
Gli ingredienti della felicità
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