Giallo giallo
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Giallo giallo

Giallo giallo
Frank Asch, ill. di Mark Alan Stamaty; trad. a cura della redazione
Orecchio Acerbo, 2013, p. 48
€ 15,00 ; Età: da 4 anni

A tenere insieme la storia è un casco da lavoro, un copricapo “giallo giallo” che opera nella narrazione come farebbe un oggetto magico, crea quel legame che tiene unito il testo e collega un’azione all’altra, una pagina alla successiva. Intorno a lui si forma un campo di forze che è il campo del racconto, direbbe Calvino. E questa è infatti la funzione dell’oggetto giallo, un casco da cantiere che un ragazzo trova per caso e subito indossa. La storia di per sé è semplice e lineare, ma è il “cappello” a sprigionare tanta forza da trasformare ciò che lo circonda. Grazie a lui il ragazzo si sente al centro del mondo: la gente lo guarda, gli parla; il casco diventa un vaso per i fiori, un riparo per sognare, un gioco da impiegare per strada. Non c’è limite alla fantasia. Fino a che non sorge il problema, come si addice a ogni buona storia: improvvisamente compare il suo proprietario, un enorme muratore che giganteggia sul piccolo protagonista. Il ragazzo può solo restituirgli quel cappello, e tuttavia escogita un buon modo per sostituirlo...
Pubblicato negli Stati Uniti nel 1971, portato in Italia in quegli anni da Rosellina Archinto, viene oggi riproposto da Orecchio Acerbo, a dimostrare come un testo ben costruito sappia mantenere freschezza e vivacità. Le immagini al tratto in bianco e nero del fumettista statunitense Mark Stamaty, così accuratamente ricolme di dettagli, fanno da controparte al testo molto breve di Frank Asch, presente anche in lingua originale accanto alla traduzione italiana. Se le parole scandiscono il ritmo, spingendo il desiderio del lettore verso la conclusione inattesa e creativa, le immagini catalizzano l’attenzione, invitano all’indugio e alla scoperta, aprono a un mondo ricchissimo di elementi visivi nei quali domina, comunque, la “merce” nel suo accumularsi e farsi molteplice. In un contesto simbolicamente metropolitano e chiaramente critico nei confronti del consumismo, in perfetta linea con gli anni della rivolta giovanile americana, si muovono le figure, personaggi eccentrici, a tratti surreali, in quella giungla moderna quale appare la società contemporanea. Le illustrazioni si sviluppano in orizzontale, tranne quella in cui il ragazzo incontra il muratore, che si fa verticale, e sono assemblate da una copertina raffigurata a rovescio.

Angela Dal Gobbo
(da LiBeR 102)