Ditelo a Sofia
Magda Szabò; trad. di A. Sciacovelli
Salani, 2013, p. 393
(Romanzo)
€ 14,90 ; Età: da 11 anni
A soli 11 anni Sofia rimane orfana di padre, l’unico in grado di leggere tra le righe della sua anima silenziosa, dimessa e apparentemente rinunciataria. Al contrario, la madre – pedagogista che scrive saggi sui bambini destinati agli insegnanti – mal sopporta la poca assertività della figlia, e non perde occasione per ricordarle quanto ella deluda puntualmente le sue alte e granitiche aspettative.
Ora che il padre non c’è più, Sofia deve ricostruirsi la vita da capo, confrontandosi con questa pesante assenza affettiva; e deve farlo da sola, in una nuova casa, spoglia di mobili, ricordi e calore umano. Un giorno, per caso, Sofia viene a sapere che nell'istante prima di morire, il padre – un medico condotto – ha pronunciato un'enigmatica frase a lei destinata al vecchio signore che stava visitando: le sue estreme parole erano per lei, come un segreto da serbare nel cuore per sempre. Determinata a entrare in possesso del messaggio, Sofia si mette alla strenua ricerca dell’identità di questo ambasciatore suo malgrado, fino a trovarlo paradossalmente dentro le mura della sua scuola. Si tratta infatti di István Pongrácz, l’anziano e scorbutico bidello, che ora giace sul letto in stanza all’interno della scuola, perché estremamente malato. Con un pretesto, Sofia avvicinerà Pongrácz, lo curerà con discreta e amorevole dedizione, fino a diventargli amica e ritrovare in lui l'affetto paterno perduto...
Ditelo a Sofia, romanzo postumo della somma scrittrice ungherese Magda Szabò, abbonda di nomi e storie che – come il coro di una tragedia greca – incorniciano le vicende di Sofia sottolineandone la metamorfosi esistenziale. Ambientato nella Budapest degli anni ’50, Ditelo a Sofia racconta una famiglia e una società che per molti aspetti non ci rispecchiano più. Sempre attuale, invece, il ritratto della “madre cattiva” di Sofia: competitiva, che non nutre (d'amore) e riversa sui figli le sue frustrazioni. Sofia, con timida intelligenza e senza acrimonie, arriva a “uccidere” simbolicamente questa madre, incominciando a decidere e agire per sé, nel rispetto della sua indole placida ma per nulla remissiva.
Sara Deriu
(da LiBeR 102)
Ditelo a Sofia
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