Giacomo il signor bambino
Paolo Di Paolo, ill. di Gianni De Conno
Rrose Sélavy, 2015, 40 p.
(Il Quaderno quadrone)
€ 14,00 ; Età: da 8 anni
“Senza nome è tutto più facile, si può fare finta di non essere più un bambino e di essere qualcos’altro”. E infatti Giacomo, che ha tanti altri nomi quanti i giorni della settimana, ritrova se stesso quando si immagina nei panni di qualcun altro: un eroe implacabile, per esempio, un pastore in cammino con il suo gregge, o una civetta in volo. Giacomo sa intuire quello che sentono: la furia, la noia, l’emozione di un volo libero; sa appropriarsi dei loro destini, tragici o idilliaci, e farli propri per recitarli.
Questo signor bambino ha la sensibilità dell’attore ma anche di chi sa scrivere nuove trame, cogliendo in ogni angolo del quotidiano canovacci per nuove recite. Così, anche l’odiosa minestra inflitta ogni giorno a tavola diventa disgustoso nemico contro il quale dichiarare guerra. L’impresa bellica si svolgerà a notte fonda. Obiettivo: boicottare la dispensa della cucina con le scorte di semolino e rendere giustizia ai palati degli eroi. Sono richieste doti strategiche e il supporto di una minima legione di guerrieri, ed ecco Giacomo condottiero della piccola armata composta dai fratelli Carlo e Paolina, con la complicità dei burattini del teatrino. La spedizione si inceppa fra imprevisti, contrattempi, l’intralcio della cagnetta Dorina e il cuoco: è ancora sveglio, sta frugando in ogni angolo della cucina e intanto piange. Altro che semolino, è la felicità che sta cercando, credeva di essere un uomo ordinato ma non ricorda dove l’ha messa. Cambia scenario, dall’avventura alla riflessione filosofica, ma anche in questo ruolo il signor bambino è vincente.
L’adulto avrà una precisa chiave di interpretazione del testo ma quanto peso ha, per il lettore bambino, sapere che ci stiamo riferendo ai fratelli Leopardi? L’autore ci ha avvisato dall’inizio che i nomi sono ruoli, le identità si fingono: il piccolo signor Giacomo Leopardi recita in questo libro-teatrino come qualsiasi bambino sa fare giocando.
Sulla poetica del testo si inserisce il surrealismo di De Conno, alla ricerca di punti d’incrocio fra il piano visionario e quello materiale, così che ogni immagine sembra venire dal mondo dei sogni e contemporaneamente condurci a esso a partire dalla realtà.
Fausto Boccati
(da LiBeR 108)
Giacomo il signor bambino
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