Fai finta che io non ci sia
Meg Rosoff; trad . di S. Di Mella
Rizzoli, 2015, 250 p.
(Rizzoli narrativa)
€ 15,00 ; Età: da 11 anni
Meg Rosoff è una scrittrice che rispetta profondamente i suoi lettori con un testo linguisticamente e concettualmente alto e complesso, ma perfettamente leggibile e godibile da adolescenti, nonché da adulti, per una storia in cui l’avventura e la ricerca giovanile portano alla scoperta di traumi, drammi e dilemmi della vita e di vite reali. Una vera storia di formazione, perché la protagonista alla fine sarà diversa da come era all’inizio, più consapevole e pronta.
La dodicenne Mila, soprannominata Perguntadora (persona che fa troppe domande, in portoghese) parte da Londra col padre Gil per andare in America a trovare il vecchio amico Matt, che però nel frattempo è scomparso lasciando senza notizie la moglie e un bambino piccolo. La situazione è turbata e inquieta; piano piano si svelano piccole cose che alludono, preludono a segreti e misteri più grandi.
Padre e figlia si recano in auto nel profondo Nord, dove, in piena bufera di neve, scoprono che in una casetta di Matt nei boschi vivono l’ex morosa col figlio Jack. Che forse è di Gil, nella cui vita ci sono molte “bombe inesplose”. Anche questa casa nei boschi, come quella a New York, è “piena di drammi non detti”. Troppe persone si affollano attorno all’assente – moglie e figlio, ex amante (con fidanzata) e figlio, vecchio amico e figlia, anche la figura fantomatica di un altro figlio di Matt morto in un incidente stradale forse per colpa del padre (o forse no). Ma non c’è confusione, ogni personaggio ha il suo ruolo e suoi caratteri precisi e necessari; non c’è bisogno dell’elenco come nei gialli. Eppure la storia è quella di una indagine, soprattutto nei sentimenti e moventi più profondi delle persone.
Mila non fa solo domande, osserva le cose, le persone, i fatti, le parole, i silenzi. Ma è in difficoltà: “Cerco di leggere una storia in una lingua che non conosco quasi per niente”. E Gil, che di mestiere fa il traduttore, non gliela traduce, anzi le mente. Tutti mentono. Infine, risolto il mistero, chiariti tutti (o quasi) i segreti, Mila “vedrà il mondo e suo padre per quello che sono: imperfetti, pericolosi, inclini al tradimento e all’amore”. Non è molto ma è già qualcosa di buono.
Fernando Rotondo
(da LiBeR 108)
Fai finta che io non ci sia
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