Favole degli dei
Paolo Barbieri
Mondadori, 2011, p. 116
(Chrysalide)
€ 22,00 ; Età: da 10 anni
I lettori di Licia Troisi non potranno perdersi questo libro, dato che l'autore è colui che ha firmato le copertine del suo Mondo Emerso, cronache e guerre, e i suoi libri illustrati. Ma questa volta Barbieri si cimenta in prima persona con qualcosa di più complesso: il testo e le immagini sono suoi, in volume di storie che lui chiama Favole degli dei (a differenziarle dalle fiabe, legate al magico medioevale): sono quelle note in buona parte attraverso la scuola, quelle della mitologia greca, di un patrimonio immaginario che è alla base della cultura occidentale. Riscoperto dal Rinascimento, l'universo degli dei è arrivato fino a noi congelato in una sorta di didascalie eleganti e asettiche e poco tramanda del vero significato delle origini, quando attraverso queste storie la cultura greca volle fissare gli archetipi del comportamento umano. Ogni creatura rappresenta l'essenza a tutto tondo di una passione, di un sentimento, portato all'estremo. Nelle vicende mitologiche si riflette anche l'idea primigenia della creazione, il lento evolversi della coscienza, dall'originario brodo primordiale al manifestarsi della vita, dalla brutalità dei rapporti alla definizione di una civiltà.
L'Olimpo di Barbieri ha le linee delle cattedrali gotiche, sembra rivisitato attraverso l'esperienza del turbinio medioevale, quando l'uomo si misurava con Dio nella ricerca di uno spazio di preghiera, che ha avuto i caratteri di architetture estreme. Non a caso questo lavoro è nato dopo l'esperienza del fantasy, un genere nato nel secolo scorso nel tentativo di restituire all'umanità, devastata dalle carneficine della prima guerra mondiale, i valori perduti, l'anelito a una vita più degna. Nell'operazione erano affiancati il cristiano J.J. Tolkien e il non credente C.S. Lewis, stregati dal mito: oggi il fantasy costituisce un gettonatissimo nutrimento spirituale per gli adolescenti. Nelle tavole di Barbieri troviamo tutto questo, nel suo mito traspare l'eredità di un Medioevo cristiano, che non è quello dei libri di scuola, ma quello nascosto tra le pagine del passato: un Medioevo vibrante e appassionato, dove forza e bellezza si cingono di corazze forgiate dagli artisti e sugli sfondi si intravedono mondi barocchi e nature incontaminate.
Teresa Buongiorno
(da LiBeR 94)
Favole degli dei
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