Un giorno mio nonno mi ha donato un ruscello
Gaelle Perret, ill. di Aurélia Fronty; trad. di A. Galeotti
Donzelli, 2011, p. 44
€ 24,00 ; Età: dai 5 anni
Per i nonni il regalo al nipote o ai nipoti in occasione di festività particolari è una consuetudine che rafforza i rapporti affettivi. Tutti i regali, anche quando si perdono o si distruggono o si gettano via, sono oggetti concreti che hanno una forma e una consistenza ben definita.
Tutti i regali meno uno: quello che fa il nonno al nipote con il dono di un ruscello. È la meravigliosa invenzione di due autrici francesi che hanno pubblicato un libro di grande formato il cui titolo rappresenta già una innovazione totale, perché un ruscello non può essere messo in un angolo della casa, non può rompersi, non può venire dimenticato. L’acqua scorre con un percorso imprevedibile ed è una continua fonte di segrete sorprese.
Certamente il nonno conosce la magia, perché il ruscello “lo teneva stretto in mano. All’orecchio, gorgogliava dolcemente. Un fremito leggero d’ali e di libellule. Io l’ho nascosto sotto il letto. Lo sciabordio il buio e gli incubi. A un tratto ha cominciato a crescere, ad allargare i gomiti e le anse”. La punteggiatura l’ho messa io perché tutto il libro ha una particolarità: a ogni frase non c’è il punto finale. Il testo scorre delicatamente come davvero fosse un piccolo ruscello che per sua natura niente può fermare neppure per un attimo: non c’è rima, ma l’andamento narrativo richiama una tenerissima cadenza poetica.
La stanza del protagonista odora di fieno e fango e il ruscello saltella attorno alle pareti ma non se ne accorge neppure la mamma e, mentre il nonno sta pescando, racconta al nipote terribili storie della sua infanzia.
D’improvviso il ruscello diventa un grande fiume con i coccodrilli, le piroghe degli indiani, grandi uccelli sconosciuti come in una giungla misteriosa. Poi tutto sparisce e il protagonista può tornare a scuola tranquillo. Per poco tempo, però, perché il ruscello si trasforma in un corso d’acqua così grande che le chiatte possono solcarlo, un grande ponte in ferro unisce le due rive e sulle sue sponde intere famiglie trascorrono il pic-nic. Poi il corso d’acqua diventa un lago ghiacciato dove la gente può pattinare… Le trasformazioni non hanno mai fine e il lettore è trascinato in mondi diversi, imprevedibili, infiniti.
Roberto Denti
(da LiBeR 94)
Un giorno mio nonno mi ha donato un ruscello
Hits: 1191
