Di topi e leoni, di orsi e di galline
Lev Tolstoj, ill. di Brunella Baldi; trad. di L.M. Pignataro
Lapis, 2011, p. 56
€ 14,50 ; Età: da 7 anni
In Lev Tolstoj l’attenzione pedagogica ha rappresentato una parte importante non solo della sua visione del mondo, ma anche della sua produzione letteraria.
Siamo a metà dell’Ottocento. Nella Russia zarista dove si inizia a discutere di un possibile riscatto del mondo rurale da una condizione di “servitù della gleba”, ai figli dei contadini, non è concesso studiare. Per loro non ci sono scuole né insegnanti. Tolstoj, nella tenuta di Jasnaja Poljana, ereditata dalla madre e centro della sua esistenza, fonda una prima scuola a cui ne seguiranno molte altre.
L’autore di Guerra e Pace si interroga su cosa significhi istruzione per un mondo contadino legato alle esperienze concrete della natura e su quanto la scuola rischi, in realtà, di essere un semplice veicolo del sapere delle classi dominanti che allontana i contadini dai loro antichi e concreti saperi.
Tolstoj scrive per i ragazzi e per gli educatori. Del suo Abbecedario per il popolo, edito nel 1872, si vendono un milione di copie. Tolstoj lo definì “l’unico lavoro importante della mia vita”. Scrive libri sull’istruzione pubblica, su come devono essere le scuole rurali, si occupa di fiabe e leggende. Nel 1875 esce un’edizione rivista del suo Abbecedario con il titolo l quattro libri di lettura (che Einaudi pubblica in Italia nel1994).
In essi vi sono, riscritte, le favole di Esopo, le leggende della tradizione russa e orientale, le fiabe dei fratelli Grimm, di cui una selezione giunge a noi a opera dell’editore Lapis in un volume, curato dallo studioso di letteratura russa Stefano Garzonio e dell’esperta di letteratura per ragazzi Rita Valentino Merletti, dal titolo Di topi e leoni, di orsi e galline con le bellissime illustrazioni di Brunella Baldi.
La selezione operata da Tolstoj su fiabe, racconti e leggende, ha reso i personaggi di questo mondo fantastico, ancora più vicini e comprensibili all’esperienza del bambino e al suo bisogno di concretezza. Anche il linguaggio essenziale della rivisitazione operata da Tolstoj ripropone, intatta, e talvolta persino accresciuta, la forza evocativa del mondo mitico e fiabesco, con i suoi archetipi universali, con cui il grande scrittore russo ha parlato ai bambini “senza diritti” della sua terra natale.
Vichi De Marchi
(da LiBeR 94)
Di topi e leoni, di orsi e di galline
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