Dov'è finita Audrey?
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Dov'è finita Audrey?

Dov'è finita Audrey?
Sophie Kinsella; trad. di Stefania Bertola
Mondadori, 2015, 285 p.
(Chrysalide)
€ 16,00 ; Età: da 12 nni

Una quattordicenne vittima di bullismo a scuola (Audrey), un fratello quindicenne malato di computer (Frank), un fratellino pasticcione e ancora ignaro dei guai della vita (Felix), un padre che cerca di districarsi e una madre fuori di testa che, per stare vicino alla figlia assalita da attacchi di panico e in psicoterapia, ha lasciato il lavoro ed è a sua volta travolta dalle ossessioni familiari. Questi i personaggi dell'ultimo romanzo della Kinsella, autrice londinese di best seller internazionali, che per la prima volta ferma la sua attenzione sulla realtà della crescita.
Giornalista finanziaria, madre di cinque figli, la scrittrice snobbata dagli intellettuali si muove con destrezza e ironia in situazioni che ci riguardano tutti. Parte sopra le righe e pian piano dipana la vicenda con giusta dose, alternando la terza persona alla prima: per consiglio della sua psicoterapeuta Audrey filma un diario quotidiano, solo apparentemente asettico.
Nascosta dietro occhialoni scuri che le permettono di guardarsi attorno senza esporre gli occhi agli sguardi altrui, la ragazzina vedrà sgretolarsi pian piano la muraglia che si è costruita attorno grazie a un amico del fratello, Linus, che condivide con lui il sogno di aggiudicarsi un fantastico premio con un videogioco che coinvolge persone di diversi paesi. E mentre la madre scaccia l'intruso e cerca di gettare il computer (costosissimo) dalla finestra, per salvare il cervello del primogenito, Audrey riesce di nuovo a comunicare con qualcuno che non sia di famiglia, prima attraverso bigliettini recapitati dal piccolino inconsapevole, poi con timidi contatti scarpa a scarpa, sedendo a distanza sullo stesso divano.
Sani i consigli della specialista, che guidano il percorso con la dovuta oculatezza. E la povera madre, dall' apparenza isterica, che prende alla lettera i consigli genitoriali della sua rivista preferita, a poco a poco si confronta con la realtà: i docenti del figlio la rassicurano, ormai il computer si usa per le ricerche scolastiche e il ragazzo sembra dotato di sano equilibrio. La scuola ne esce bene, ma solo a metà: Audrey è stata martoriata senza che nessuna delle sue amiche intervenisse, senza che nessun insegnante si accorgesse che la prima della classe era una ragazza cinica e crudele.

Teresa Buongiorno
(da LiBeR 108)