Di impossibile non c’è niente
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Di impossibile non c’è niente

Di impossibile non c’è niente
Andrea Vitali, ill. di Fabiana Bocchi
Salani, 2014, p. 160
€ 12, 90 ; Età: da 8 anni

Scrittura delicata e pungente, ritmo da romanzo di avventura, protagonisti i personaggi delle fiabe e della tradizione popolare. I temi fanno del libro un piccolo scrigno di valori: solidarietà, rispetto per l’ambiente, salvaguardia dell’immaginario. Nella casa di riposo Vistalago, gestita dalla bicentenaria Suor Suprema dell’Ordine della Fortuna, gli ospiti – tra cui Babbo Natale, la Befana, il Topolino dei Denti, la Cicogna che Porta i Bambini – vivono in particolarissime stanze che le suorine faticano non poco a gestire, vedesi quella piena di neve, immaginiamo ovviamente di chi, o quella della Cicogna dove “regnava un silenzio talmente compatto che invitava a dormire e a fare sogni coloratissimi”. Con continue trovate di fantasia, un linguaggio che porta a soffermarsi sulla pagina (“come un vento che cercava di nascondersi” descrive il brusio delle renne che parlano), cammei letterari che includono Leopardi, la storia parte da una lettera recapitata a “Babbo Natale ovunque lui sia”. La compulsione tecnologica ha messo in crisi le abilità di Santa Claus che ha cestinato negli anni le lettere che chiedevano tablet e videogame, col risultato di vedersene arrivare sempre meno. Fantasie con effetti speciali e precoci sensi di realtà hanno messo in disparte gli altri personaggi. Il bambino Gelso, nel tentativo di salvare il boschetto davanti a casa, benché dileggiato dai compagni, scriverà a Babbo Natale. Le renne ridaranno coraggio al vecchio Father Christmas e in un’azione congiunta con gli altri ospiti di Vistalago – che inizialmente la Befana sembrerà voler boicottare creando un’efficacissima suspense – il bosco verrà “riorganizzato” e non più riconosciuto dalla squadra dei boscaioli del signor Sbattifoglie, pagati dal geometra Maneggione che sarà poi arrestato per truffa. Sarà la fine della storia il vero incipit: la sincera richiesta di un solo bambino porterà i protagonisti di Vistalago a credere di nuovo nell’infanzia, a rituffarsi nel mondo e nel nostro bisogno di fantasia.

Elena Baroncini
(da LiBeR 106)