Da oggi sono felice
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Da oggi sono felice

Da oggi sono felice
Sarah Weeks; trad. di C. Belliti
Beisler, 2012, p. 166
(Il serpente a sonagli)
€ 11,80 ; Età: da 10 anni

Avere 11 anni e scoprire, per puro caso, che fino a questo momento la tua vita è stata un bluff. Scoprire, a esempio, che le persone che hai sempre pensato essere i tuoi genitori, in realtà non lo sono; che il tuo padre biologico è il fratello dell'uomo che si è finto tale, cioè tuo zio Mike, un poco di buono, un assassino che passerà il resto dei giorni in galera. E che dire di tua madre? Un'alcolista impenitente che ti ha messa al mondo trasmettendoti una malattia che ti rallenta lo sviluppo e ti fa sentire diversa da tutti, inferiore.
Avere 11 anni, appunto, e dover improvvisamente gestire queste verità pesanti come macigni, scoprendosi smarriti, non amati, imperfetti.
A narrare la sua stessa storia è Verbena, la protagonista del nuovo attesissimo romanzo di Sarah Weeks, Da oggi sono felice. Verbena usa parole amare, disilluse, colme di risentimento per chi le ha da sempre mentito sulla sua identità. Una rabbia distruttiva rivolta soprattutto a se stessa e alla donna che l'ha cresciuta, la madre adottiva, che reagisce opponendo più forte il suo amore, non scevro peraltro da una punta di morbosità. Ma poi arriva l'estate, e con l'estate l'incontro con Pulce, un ragazzo che porta sulle spalle il fardello di un'altra situazione familiare non semplice. Tra una schermaglia e l'altra, rattoppando con mezzi di fortuna una vecchia barca che li convolgerà in una pericolosissima avventura, i due ragazzi diventeranno amici e Verbena in particolare – attraverso questo affetto – troverà dentro di sé nuove motivazioni per vivere, per riconciliarsi con se stessa e con la sua famiglia allargata.
Per chi scrive, Da oggi sono felice è un inno all'imperfezione della vita e dell'amore. Ogni personaggio delineato dalla Weeks assume spessore in virtù delle proprie modalità imperfette di vivere e amare. Verbena è chiamata a gestire i difetti suoi e dei genitori (il delinquere, il bere, l'amore molesto, le bugie). Accettare l’incompiutezza, la fallacità e i limiti della nostra umanità – sembra suggerirci la storia di Verbena – è il solo modo per essere felici.

Sara Deriu
(da LiBeR 98)