Cyberbulli al tappeto
Teo Benedetti, Davide Morosinotto
Editoriale Scienza, 2016, 96 p.
(A tutta scienza)
€ 13,90 ; Età: da 10 anni
A metà tra il manuale di autodifesa e il vademecum su come usare al meglio la rete e i social media, Cyberbulli al tappeto è innanzitutto una guida utile. Il tema che affronta è il moderno cyberbullismo, che dilaga anche grazie alla distanza e all’anonimato che la rete consente. E che comunica al cyber-molestatore una sensazione di potenza e invincibilità. Talvolta gli esiti delle molestie e prevaricazioni sono drammatici. Chi le subisce, ragazzina o ragazzino, si sente braccato, deriso, senza una via d’uscita. Ancor di più se il cyberbullo non è uno solo ma il “branco”, magari dei compagni di scuola. Il cyberbullo è invisibile agli occhi degli altri. Solo tu, davanti allo schermo del tuo computer, tablet o smartphone, sai cosa ti sta succedendo. Tu e i tuoi molestatori. Gli altri penseranno che stai tranquillamente chattando. Perché chi è molestato, deriso, perseguitato on line difficilmente chiede aiuto, magari informando un genitore.
Teo Benedetti e Davide Morosinotto in qualche modo ribaltano il punto di vista. Non si limitano a raccontare il mondo del moderno bullismo in rete per mettere in guardia i malcapitati ma forniscono gli strumenti per analizzare l’aggressione, catalogarla distinguendo tra le varie forme che essa può assumere e studiare le contromosse. Ti trovi di fronte a un insospettabile molestatore? A un bullotto? A un falso amico? A un troll o un hater o un fake? O peggio ancora a un stalker? Per ogni identikit c’è l’approccio giusto per arginare la piena e affrontare l’avversario. Serve una strategia, avvertono gli autori, e serve un piano, in rete e nella realtà. Il messaggio ai ragazzi è abbastanza chiaro: per quanto insidioso, il cyberbullismo si può sconfiggere. Non più vittime che subiscono ma persone che reagiscono. Soprattutto, leggendo il manuale, ci si rende conto che oltre alle competenze informatiche c’è bisogno di una nuova etica per convivere nel mondo virtuale e di un galateo della rete che argini la maleducazione imperante e l’aggressività che si fa scudo dell’anonimato. Etica e galateo tanto più importanti se – come ci dice una recentissima indagine di Telefono Azzurro – un adolescente su quattro vive perennemente connesso e uno su dieci dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo.
Vichi De Marchi
(da LiBeR 111)
Cyberbulli al tappeto
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