Il cosario
Alessia Napolitano, Silvia Molinari
Edizioni Corsare, 2016, 26 p.
(Area ragazzi)
€ 14,00 ; Età: da 6 anni
La magia delle piccole cose, la scoperta dell’incanto che da un lato apre all’immaginario e al fantastico, dall’altro salvaguarda e impreziosisce la memoria. Memoria nostra, ma anche di tutti, che si esprime nella casualità di oggetti persi e ritrovati, letti con la curiosità di chi ha imparato, o di chi inconsciamente sa, che la pazienza ha un valore al di là del tempo.
Un libro dove si intrecciano due narrazioni liriche, quella del testo e quella del segno, sempre lievi eppure intensissime nell’esprimere il nesso tra piccolo, spesso insignificante, oggetto ed emozione. Una corda, una piuma, una moneta e “un mucchietto di terra pronto a germogliare”: i versi, in controcanto con le illustrazioni, spaziano passando dalla stagione dei grilli a quella dell’inverno, in una dimensione dove il tempo è anche “la rabbia che non passa”. Il mondo nelle tasche: non solo ghiande, gusci di uova rotte e bottoni ma anche un nonno, “che mi ha detto di imparare”, un papà, la cui mano “si infila per scaldare”, e una mamma, evocata nei versi finali come “un’ombra che fruga, raccoglie, piccole tracce di speranza” quando, dopo la presentazione dei tanti oggetti, è raffigurato, con tratto leggero di graffite, un bambino che dorme sullo sfondo di un cielo stellato ad acquerello, una macchia scura con varie gradazioni di intensità quasi fosse una mappa dei sogni.
Un libro che, attraverso la grazia del segno e l’incisività, la forza evocativa delle parole, insegna la bellezza del particolare (a quante cose può rimandare una foglia di ginko biloba come quella della copertina?), che riconduce a una realtà più umana e non cristallizzata dalla tecnologia, dove si celebra quel connubio di “radici e ali” così indispensabili alla crescita e a una permanenza capace ancora di essere creativa nell’età adulta.
Il lettore, di qualsiasi età, diventa il protagonista bambino di questa poesia. E il bambino, di un qualsiasi paese, diventa l’uomo in viaggio: dentro se stesso o in un altrove imprecisato, il suo bagaglio in tasca è quello dei tesori che riesce a vedere.
Elena Baroncini
(da LiBeR 111)
Il cosario
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