Chi ha paura della volpe cattiva?
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Chi ha paura della volpe cattiva?

Chi ha paura della volpe cattiva?
Benjamin Renner: trad. di G. Zucca
Rizzoli, 2016, 185 p.
(Narrativa Ragazzi)
€ 17,50 ; Età: da 6 anni

Tanti gli elementi da osservare come essenziali entità costruttive dei loquaci personaggi animali di questo libro. C’è una ricchissima serie di vivaci personaggi di secondo piano, tutti con un io ben espresso e accuratamente costruito. Si distingue da loro il gruppo dei primi attori, a cominciare dalla volpe, che ci appare affamata e mal disposta verso gli altri. Ma è anche caratterizzata da un vivacissimo passaggio di atteggiamenti diversi l’uno dall’altro: l’impaurito, il dolce, il dimesso, l’implorante, lo sfidante, tutti ben motivati da chi le sta davanti. Quindi è da citare la “gallina super”, la più ostile alla volpe e capace sia di dominare sia di persuadere altri numerosi simili e dissimili senza dimenticare la sua facilità di condannare gli avversari a terribili punizioni.
Lo snodo centrale della trama è causato dalla volpe affamata. L’amico lupo (un cattivo perfetto) la convince a covare lei stessa i futuri pulcini per farli crescere meglio e per poterli mangiare con soddisfazione quando usciranno più cicciuti dalle uova.
Ma l’elemento più toccante e meglio giocato tra parole e immagini è l’inatteso ruolo di mamma che spontaneamente i pulcini appena nati affibbiano alla volpe. Un ruolo dalle numerose, vivaci rifrangenze che Bennet fa cogliere con ricchezza espressiva sia verbale che figurativa, una ricchezza tipica di un maestro di film di animazione come lui. L’efficace modus narrandi dell’autore rientra nell’ambito del graphic novel. Ogni pagina è occupata da tre sezioni lineari ciascuna contenente tre o due “quasi fumetti senza cornice” raffiguranti l’incontro o lo scontro o l’espressione collettiva di due o più dialoganti. Bennet non trascura, anzi sottolinea le espressioni facciali, le smorfie eloquenti, ben coordinate con i movimenti del corpo. I lettori si soffermeranno spesso a confrontarne i moventi, le ricerche, le scoperte, le sorprese, l’inattesa fulmineità con cui Bennet ha arricchito le varie azioni: dalle sempliciotte decisioni del cane da guardia della fattoria a l’addolcimento graduale della volpe sempre più a suo agio a contatto coi pulcini.

Carla Poesio
(da LiBeR 112)