Canto di Natale
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Canto di Natale

Canto di Natale
Charles Dickens, ill. di Federico Maggioni; trad. di N. Locatelli
Corraini, 2012, p. 120
(Illustrati)
€ 30,00 ; Età: da 10 anni

Charles Dickens è stato uno dei romanzieri fra i più noti del 1800. Sino alla metà del Novecento almeno, David Copperfield è stata una lettura indispensabile per gli adolescenti europei. Oggi le sue opere sono riservate agli studenti, anche in patria, specialisti di letteratura inglese. Fa eccezione Canto di Natale, per la sua eccezionale forza narrativa e perché può essere letto anche in Italia dai ragazzi all’inizio dell’adolescenza. È un testo sempre presente sugli scaffali delle biblioteche e delle librerie soprattutto per l’edizione di Roberto Innocenti, molto realistica e legata alla rappresentazione della società londinese dell’Ottocento.
Le tavole di Federico Maggioni (il suo libro è dedicato a Charles Darwin) che hanno per soggetto il Canto di Natale ci portano in un mondo profondo e misterioso che non si rende neanche conto che è la festa più importante dell’anno. Ogni pagina di Maggioni è immersa in una neve che non riesce a nascondere qual è il mondo vero e drammatico di un protagonista che riesce, senza volerlo, a modificare se stesso senza averne coscienza.
Maggioni è antropomorfo al contrario: i personaggi umani sono presentati sotto i più strani aspetti, assumendo il viso di animali. Questo escamotage permette di approfondire e di rendere di più facile comprensione il comportamento dei protagonisti. Maggioni scava dentro le persone e ci presenta la loro amarezza attraverso un velo di colore che ne fa risaltare la personalità negativa. I paesaggi (o la tavola imbandita) fanno parte di un ambiente noir, anche se i colori risaltano per la loro vivacità. È un modo nuovo di leggere il lungo racconto di Dickens, che ci offre inattesi aspetti psicologici e profondo fascino emotivo.
Di fronte a questo libro viene naturale chiederci come abbiamo potuto apprezzare sino in fondo il Canto di Dickens senza essere aiutati dalle immagini di Federico Maggioni. I personaggi ci accompagnavano con la loro aggressività nascosta e con suggerimenti sui loro imprevisti lati positivi. Questo Canto di Natale diventa un racconto nuovo, del tutto inatteso, dove individui e personaggi svelano un mondo che non avevamo sospettato. Immagini come quelle che Federico Maggioni ci regala aprono orizzonti inediti e ci confermano che le immagini possono diventare parte integrante di una storia che diventa del tutto nuova.

Roberto Denti
(da LiBeR 98)