Breve storia delle invenzioni
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Breve storia delle invenzioni

Breve storia delle invenzioni
Trevor Norton; trad. di O. Ciarcià
Vallardi, 2015, p. 271
€ 15,90 ; Età: da 14 anni

Un’insolita storia del mondo, che trascura guerre e conquiste e segue invece le invenzioni, quelle importanti per l’umanità e quelle bislacche, quelle raggiunte dopo sforzi immani e quelle fatte per caso.
Il racconto si snoda lungo tutta la storia dell'umanità, dalle origini ai nostri giorni. Trevor Norton, professore di biologia marina all’università di Liverpool e direttore del Port Erin Marine Laboratory dell’Isola di Man, dove risiede, ha raccolto in queste pagine anche curiosità e aneddoti bislacchi, come il cappello che si sollevava da solo per salutare o l’impermeabile che diventava canotto con tanto di pagaia. I capitoli finali sono sulle invenzioni in corso di sperimentazione, come la macchina senza autista: è da decenni che gli inventori cercano invano di insegnare ai robot a fare le cose che facciamo noi con la stessa facilità, conclude.
Si va dalla tecnica alla medicina, all’invenzione dell’anestetico (e la prima bambina nata con la madre addormentata si chiamò Anestesia!), fino alla produzione delle automobili, che Henry Ford mise alla portata di tutti utilizzando invenzioni precedenti, come la catena di montaggio e l’assemblaggio. Si dice che il suo Modello T fosse costituito da 5000 pezzi: c'era da infilare bulloni e da avvitare i dadi, e lui pensò che ogni compito, anche il più banale, dovesse esser fatto da una persona diversa e che tutto venisse effettuato mentre l’auto si spostava lungo un nastro trasportatore, con la velocità regolata in modo da consentire lo svolgimento delle singole operazioni, ma senza perdere un solo istante. La creatività, ricorda Trevor, non è stata appannaggio degli scienziati, ma ha visto protagonisti uomini e donne comuni. Logie Bird, inventore della tv, vendeva lucido da scarpe, e Laszlov Biro, che ha ideato la penna che oggi porta il suo nome, era scultore e ipnotista. Precisa anche che se Thomas Edison dichiarava che agli inventori bastavano tante cianfrusaglie e una fervida immaginazione, di fatto lui aveva anche duecento assistenti! Dopo gli ultimi paragrafi riservati al “resuscitare i morti” e al “creare la vita”, conclude: “Il futuro ha in serbo meraviglie inimmaginabili, ma allacciate le cinture di sicurezza, perché il percorso sarà accidentato”.

Teresa Buongiorno
(da LiBeR 107)