Braccialetti azzurri
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Braccialetti azzurri

Braccialetti azzurri: Ama il tuo caos
Albert Espinosa; trad. di S. Bogliolo
Salani, 2015, 187 p.
€ 14,90 ; Età: dai 14 anni

Si può diffidare dalle elaborazioni tv di un teen-drama come “Braccialetti rossi”, tradotto in 40 paesi e con una ventina di adattamenti cinematografici. Ma si può riflettere sul perché di tale successo: il sottile equilibrio tra speculazione del dolore e l’indagine della malattia con occhi di bambino, il rapportarsi con la gestione della perdita – il tutto mixato con ritmo e sapiente, a volte furba, drammaturgia – hanno stregato il pubblico più di un reality la cui garanzia di “qualità” è data dalla vicenda dell’autore, al quale a 16 anni diedero il 3% delle possibilità di sopravvivere a un tumore e che ora si spinge oltre affrontando il tema della morte. Una sfida per riflettere, in senso laico e sempre con linguaggio profondo, ma anche ironico e divertente, sul valore della vita.
“Ama il tuo caos” (“il caos è la personalità senza giudizi né morale”)è il leitmotiv del libro, sorta di fiaba dove cinque bambini si ritrovano su un’isola, divisa in quattro zone a seconda delle fasce di età, per lasciare un messaggio in eredità a chi rimane. “Non si tratta di soffrire, si tratta di comprendere la sofferenza. Si tratta comunque di vivere”. Ecco allora Tronco, che suona la batteria pur essendo senza arti, Bambino, inventore di giochi spericolati fino all’ultimo, prima di spegnersi e di essere portato al Grand Hotel, tappa definitiva del viaggio sull’isola, che l’autore trae dall’immaginario felliniano. Ogni volta che scompare uno dei cinque personaggi, l’ultimo arrivato diventerà il leader di una nuova generazione, per pochi giorni. Una trama semplice, dove il lettore riceve input di riflessione.”Perdere qualcuno ti colloca in un luogo e un’attitudine universali”, e ancora “Non esiste la felicità: esiste solo il sentirsi felice ogni giorno”. L’accettazione, la consapevolezza della magia della vita con senso di traboccante emozione, la speranza: sarà un neonato, Azzurro, figlio della ragazza che lascia in eredità la danza, l’unico a ritornare dall’isola per insegnare il rischio, la rinuncia delle regole, la fiducia nei propri sogni.

Elena Baroncini
(da LiBeR 108)