Be Safe
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Be Safe

Be Safe
Xavier Laurent Petit
Rizzoli, 2011, p.
€ 12,90 ; Età: dai 12 anni

Un romanzo per ragazzi di un’intensità come raramente è dato trovare. E anche di una precisa misura. La storia si intreccia in una serie di vicende diverse, tutte importanti ed essenziali, e la narrazione scorre sempre senza cedimenti, anzi con un ritmo narrativo che spesso non lascia respiro. Il protagonista è Oskar, undicenne, che racconta in prima persona le vicende del fratello, del padre, della sua ragazza: tutto si dipana attorno al tema della guerra, drammatica espressione della violenza umana.
Oskar è bravo a scuola e passa il suo tempo nel garage di casa a tentare di suonare con Jeremy, il fratello maggiore di due anni che da tempo non lavora e non studia. Qualche volta porta a spasso i cani di una vicina di casa ammalata. D’improvviso cambia tutto: Jeremy si lascia convincere a entrare volentieri nell’esercito, che gli promette di farlo diventare uno specialista nella costruzione di ponti. Un gesto ingenuo è l’inizio di una storia che muove non soltanto situazioni familiari ma un totale giudizio sul mondo in cui la narrazione ci coinvolge. Il padre, infatti, si dimostra ostile alla decisione del figlio e verremo a conoscerne le ragioni: è stato ferito alle gambe (è rimasto sciancato) nella guerra del Vietnam. Non ne ha mai voluto parlare per la vergogna di aver partecipato in prima persona a ignobili azioni contro i civili.
Intanto Oskar soddisfa la sua passione per la musica suonando con una affascinante compagna di scuola: come si fa a darle il primo bacio? Seguiamo così una delicata e deliziosa storia d’amore.
Jeremy, dall’esercito, manda messaggi ai genitori con le notizie tradizionali (tutto va bene) di un giovane arruolato nell’esercito. Al fratello, invece, racconta la realtà della situazione. Be safe, con il trascorrere delle pagine diventa un grande libro contro la guerra. Altro che la promessa di far diventare i giovani specializzati nella costruzione di ponti! La guerra non ha regole, è contro ogni aspetto positivo del genere umano. Bisogna aiutare i ragazzi a imparare che le guerre non si fermano, che non servono a niente, che sono la vergogna dell’umanità.

Roberto Denti
(da LiBeR 91)