Attenti al gufo! Il maestro del travestimento
Sean Taylor, ill. di Jean Jullien; trad. di S. Marconi
Lapis, 2014, p. 48
(I lapislazzuli)
€ 13,50 ; Età: da 3 anni
Il gufo è il protagonista in vari albi per bambini, forse perché, pur essendo definito un animale saggio, compie azioni esilaranti, anche contrarie al suo essere rapace notturno, o perché si immedesima nei problemi dei piccoli. Ricordiamo il gufo birichino che cade dal ramo e cerca la mamma in Oh-Oh! di C. Haughton (Lapis, 2012) o la gufetta intraprendente in Niente ferma Gufetta! di G. Raisson e C. Baur (Babalibri,2014) per citare due albi di recente pubblicazione. In altri libri il protagonista, come tanti bambini, ha paura del buio ma indica la strada da percorrere per superarla. Il gufo qui ha molta fame e per non farsi sfuggire le prede diventa maestro nel travestimento. Si esprime con sussiego in prima persona e ripete, a ogni tentativo di acciuffare il cibo, una frase che mette in evidenza la sua capacità trasformista. Mentre sfreccia nella notte come una meteora vede un coniglietto, preda molto ambita, basta travestirsi da carota e il gioco è fatto! Ma il piccolo animale fiuta il pericolo e scappa. Così fa l’agnellino di fronte al gufo travestito da mamma pecora. La fame cresce e per ingannare un piccione si trasforma in una fontana, ma l’uccello fugge in tempo. Però, quando il rapace vede una bella pizza, si veste da cameriere e finalmente si pappa con gusto la preda che ovviamente non fugge. Si allontana sazio nella notte e finché non ci sarà un’altra caccia per soddisfare la fame, il mondo può dormire in pace. Le illustrazioni hanno colori molto accesi in cui dominano il nero della notte e il rosso del gufo, con i grandi occhi che spiccano anche nei suoi travestimenti. I bambini possono divertirsi a imitare l’illustratore che in un’originale impaginazione presenta il gufo e le prede con forme ben definite da spesse linee nere. Pochi elementi gli sono sufficienti per definire gli ambienti in cui si muove il rapace: geometriche sagome di alberi tra cui fugge il coniglietto, uno steccato per l’agnellino, un cornicione per il piccione e la pizza, posata su un tavolo con tovaglia a riquadri e una colonnina con una P (a indicarne ironicamente il posteggio?).
Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 106)
Attenti al gufo!
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