Amo non amo
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Amo non amo

Amo non amo
Anna Baccelliere, ill. di Ale + Ale
Arka, 2015, p. 32
(Le perline)
€ 12,00 ; Età: da 4 anni

La stessa pagina, gli stessi colori, lo stesso spazio, la stessa età. Se su un lato dell’immagine una bambina munita di innaffiatoio annusa beata un fiore su uno sfondo rosso illuminato da festose margherite – sopra la sua testa la scritta “amo i fiori” – sull’altro lato, senza soluzione di continuità, un bambino vende rose a un semaforo: “non amo i fiori”. Ecco, quella pagina è il mondo, lo stesso mondo che loro abitano e in cui, teoricamente, dovrebbero beneficiare degli stessi diritti.
Potrei anche dire che il picturebook Amo non amo, uno degli ultimi progetti editoriali di Arka, trova il modo per raccontare, anche ai più piccoli, concetti complessi e negli ultimi anni spesso abusati e mal diffusi dagli adulti, come “globalizzazione” e “delocalizzazione”, ma più semplicemente mi preme di sottolineare come ciò che l’albo ispira, ciò a cui invita, sia l’apertura alla molteplicità dei punti di vista, alla immedesimazione, all’empatia, e a un allargamento profondo del sentire comune.
Tutto ruota intorno più che a un testo, a un’idea di Anna Baccelliere, una serie di “amo”: le scarpe con i tacchi della mamma, i lego, i popcorn, il pallone, i tappeti, la musica, il telefonino … indissolubilmente intrecciati ad altrettanti “non amo” la medesima cosa, dove il senso più ampio e folgorante di questa seconda accezione irradia non dalle parole, bensì dall’immagine, esiste e diventa significato solo attraverso le tavole sorprendenti e stranianti di Ale + Ale, già in comunicazione creativa con Arka dai tempi dello struggente Cuor di pettirosso.
E tra collage e sperimentazioni visive, è un profluvio tutto da esplorare di colori: ogni immagine con le sue tinte dominanti e variazioni, ogni immagine un quadro a sé, una teoria di nuance e di dettagli. La scena è unica ma i bambini non si guardano mai l’un l’altro/a, non si vedono, come partecipi della stessa storia senza saperlo.
Fino all’ultima tavola. Qui prorompe, e non vi dico come, uno dei bisogni ineludibili di tutte e le bambine e i bambini del mondo, come evidenziato dal riferimento alla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, memento nella pagina che fa da “prologo” all’albo.

Maria Grosso
(da LiBeR 107)