Un grande spettacolo
Patrizia Rinaldi
Lapis, 2017, 274 p.
€ 12,50 ; Età: da 12 anni
Armando ha undici anni quando la sua vita, e quella della sua famiglia un po' disastrata, prende una piega assolutamente inaspettata. Nella vita a volte le carte si sparigliano, si imbrogliano e siccome la memoria può fare brutti scherzi, il ragazzino decide di scrivere un diario in cui ripercorre a ritroso gli eventi. Perché rimanga memoria di che cosa è successo, ma soprattutto a causa di chi. Insomma vuole che sia chiaro che il responsabile è Andrea, il fratellino, "otto anni e un impiccio di carattere". Ma che cosa è accaduto e in che modo il piccolo può essere responsabile dei guai di casa?
Andrea è un appassionato di wrestling, una disciplina ibrida in cui agilità, doti fisiche e teatralità si fondono per dar vita a uno spettacolo in cui tutti fingono, e il pubblico si appassiona e tifa per il wrestler buono o per quello cattivo. Un giorno accade che in città ci sia uno spettacolo di Gabriel, in arte Wild Angel, l'idolo di Andrea. I pianti ininterrotti di cui è capace, la determinazione a non perdersi il suo eroe, fanno sì che per strade imperscrutabili la mamma trovi i biglietti per il grande spettacolo. Una serie di accidenti e di incidenti porteranno improvvisamente la famiglia Anelli sotto i riflettori, rubando la scena ai wrestler: Andrea finisce in ospedale, la mamma si trova catapultata nel mondo del wrestling e, alla fine, Gabriel Wild Angel assumerà un ruolo del tutto impensabile per i due fratellini.
A partire da questo pretesto narrativo, decisamente inusuale, Patrizia Rinaldi, autrice poliedrica e impegnata nel sociale con progetti rivolti ai giovani dell'Istituto Penale di Nisida, e due volte Premio Andersen, disegna un ritratto dell'adolescenza da un punto di vista maschile. Il ring su cui lottano i wrestler è una metafora del percorso di crescita di Armando, così come Il grande spettacolo è quello della vita cui bisogna “partecipare” mettendo in conto che si possono perdere battaglie, che ci sono sogni e disillusioni, che si scivola ma ci si può rialzare. Attraverso la scrittura il protagonista non si limita a registrare e a raccontare i fatti, ma impara ad accogliere la complessità del mondo, ad accettare i sentimenti buoni e anche quelli cattivi e capisce che prima ancora di perdonare gli altri è più importante perdonare quelle parti di sé che sono contradditorie e delle quali forse non andiamo troppo fieri.
Paola Bertolino
(da LiBeR 117)
Un grande spettacolo
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