Tutto ciò che sappiamo dell’amore
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Tutto ciò che sappiamo dell’amore

Tutto ciò che sappiamo dell’amore
Colleen Hoover; trad. di G. De Biase
Rizzoli, 2013, p. 337
(Rizzoli narrativa)
€ 16,00 ; Età: da 14 anni

Tutto ciò che sappiamo dell’amore comincia con un viaggio, una traversata degli Stati Uniti densa di simbolici significati. Guidando dal Texas al Michigan, la neodiciottenne Layken sa bene che per lei, la madre e il suo piccolo fratellino Kel, sta per aprirsi una nuova vita, diversa da quella finora conosciuta; una vita senza il padre, morto da poco per un infarto.
Con l’animo ancora scosso dal lutto, Layken accoglie il nuovo inizio esibendo al mondo la sua sofferenza e la sua incertezza sul futuro, ma anche una maturità di cui lei stessa pare essere ignara. Ed è proprio questa maturità costruita a stretto contatto con il dolore ad attrarre Will, ventunenne dai modi gentili che abita di fronte alla nuova casa di Layken. Amichevole e ospitale, Will si offre di accompagnare la ragazza a conoscere la città. Tra i due ragazzi si crea un’immediata complicità, fatta perlopiù di eloquenti silenzi. Una sera, Will porta Layken a uno spettacolo di improvvisazione poetica. La poesia è la più grande passione del ragazzo, tanto da spingerlo a salire sul palco e a decantare un’ode accorata dedicata ai genitori tragicamente scomparsi. Uniti nel profondo da questa intima e tragica rivelazione, Layken e Will si dichiarano reciproco amore.
Forte di questo sentimento appena sbocciato, Layken va incontro fiduciosa al primo giorno nella nuova scuola, scoprendo – non senza amarezza – che l’insegnante del corso di poesia, il professor Cooper, altro non è che il suo amato Will.
Si tacciono qui gli equivoci, le incomprensioni che questo “conflitto di interessi” porterà nel rapporto tra Layken e Will, fino al compiersi di un travagliato lieto fine, preferendo piuttosto sottolineare l’importanza che la poesia ricopre nella vita dei personaggi della storia. Poesia intesa come atto del poetare, mettere la propria vita in versi, portare in superficie emozioni e conflitti incoffessabili attraverso parole e suoni, da recitare a se stessi e agli altri. La poesia come strumento di autoconoscenza privilegiato, quindi, e come linguaggio capace di alleviare le sofferenze, superare gli ostacoli, mettere in comunicazione le anime. E suscitare amore.

Sara Deriu
(da LiBeR 101)