Trash: una storia di soldi e bambini sporchi
Andy Mulligan; trad. di M. Martucci
Rizzoli, 2012, p. 280
(Rizzoli narrativa)
€ 16,00 ; Età: dai 13 anni
La storia è ambientata nel quartiere-discarica di Behala, “città non precisata del Terzo Mondo”. L’autore, l’inglese Andy Mulligan, vive a Manila. Lì, nella sua periferia, c’è la discarica di Payatas: ne avemmo notizia nel 2000 quando i rifiuti franarono sulla bidonville di Quezon City uccidendo 108 persone. Due più due quindi uguale Trash, finalista della Carnegie Medal 2012, venduto in 20 paesi e presto film.
Raphael e Gardo, 14 anni, perennemente armati di uncino – “è la nostra vita” – per rovistare tra i rifiuti e venderli a peso, trovano un borsello, una mappa e una chiave. Lo scovano in un sacchetto “speciale”, proveniente cioè dai quartieri ricchi e che non contiene stuppa, escrementi. La polizia si scatena alla caccia al borsello: era di un certo José Angelico, morto durante un “interrogatorio”, cameriere fedele, ma alla fine non troppo, del vicepresidente Zapanta al quale ha sottratto sei milioni di dollari, ora volatilizzati. Con l’aiuto di Jun-Jun,“viso da bambino già vecchio”, i ragazzi compongono il puzzle: il furto vendica il nonno Gabriel Olondriz, condannato ingiustamente all’ergastolo, che anni prima accusò Zapanta di aver sottratto da un capitale di investimento chiamato seed, seme, proveniente dagli Aiuti Internazionali, ben trenta milioni.
La scrittura sobria e una narrazione affidata alternativamente ai vari personaggi, in un crescendo di suspense, permettono l’accostamento a un tema drammatico dove il rimando al reale non è purtroppo mai metaforico. I protagonisti, che si riappropriano del loro destino riscattando il degrado con la forza dell’amicizia, grazie alla decodificazione di un codice troveranno i soldi di Angelico, ma ne terranno solo una parte per realizzare il loro sogno: iniziare una nuova vita da pescatori. Il resto lo lasceranno in discarica: l’immagine finale dei dollari al vento che piovono sulla spazzatura in attesa che il popolo dei raccoglitori si svegli è forse un po’ retorica, ma necessaria a un sistema di valori che viene finalmente ribaltato.
Elena Baroncini
(da LiBeR 96)
Trash
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