Tempo da lupi
Francesco D'Adamo
De Agostini, 2012, p. 127
(Pocket)
€ 7,90 ; Età: da 10 anni
Un quindicenne spaurito e un fratellone che si occupa di lui, da quando i genitori sono morti in un incidente. Il piccolo, Ti-Jean, ancora non si è ripreso dalla disgrazia, dialoga nella sua mente con un immaginario Dr. Spock (quello televisivo di Star Trek, non il mitico pediatra americano degli anni Cinquanta) e viene trattato come un bambino. Il fratello rifiuta l’offerta degli zii di occuparsi di lui, e rivendica il suo diritto-dovere di capofamiglia d’emergenza. Per sopravvivere, il grande, Otello, accetta ogni tipo di lavoro, senza guardare per il sottile. All’inizio di questa storia un ricco imprenditore lo assolda per un compito ingrato, stanare i cani randagi da alcuni terreni che sta per collocare con buoni guadagni: un lavoro sporco, una partita di caccia in quella che viene chiamata Terra di Nessuno.
Otello si porta appresso Ti-Jean, che sotto la sua guida ha imparato a sparare, senza spiegargli di cosa si tratta. Il ragazzino ha paura di tutto, figurarsi di essere trascinato in quest’avventura, ma cerca di farsi coraggio. Dopo alcuni incontri con personaggi evanescenti i due ragazzi per passare la notte si rifugiano in un magazzino abbandonato in mezzo alla neve, dove capita un incidente imprevisto. Otello viene colpito da qualcosa che si stacca dal tetto e crolla giù, sembra morto. Il piccolo deve affrontare da solo l’emergenza: dalla protetta vita consumistica di città si trova sbalzato in un tempo primordiale. Fuori, intanto, i cani randagi si fanno sentire, raggruppati sotto la guida di un lupo.
Se c'è una cosa che bisogna riconoscere a D'Adamo è la sua autenticità: racconta sempre di situazioni estreme eppure assolutamente credibili, nel nostro confuso contesto di inizio millennio. Anche il piccolo Ti-Jean riesce alla fine a liberarsi dai fantasmi e ad affrontare la realtà da adulto, senza rinunciare ai sogni e a quel pizzico di fantasia che rende la vita degna di essere vissuta. In tempi confusi e cialtroni, quali stiamo vivendo, i romanzi di D'Adamo rappresentano qualcosa di imperdibile, ci costringono ad aprire gli occhi, a guardarci attorno, per scoprire che le nuove generazioni hanno risorse inaspettate.
Teresa Buongiorno
(da LiBeR 97)
Tempo da lupi
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