Selvaggia
Emily Hughes; trad. di M.C. Rioli
Settenove, 2015, 38 p.
€ 15,00 ; Età: da 4 anni
Incontro fortunato questo fra la giovanissima e bravissima autrice di origine hawaiana, un editore indipendente britannico e l’italiana Settenove; senz’altro per i lettori italiani che possono godere di questo albo magnifico e importante che a un tema classico come la selvatichezza e alle sue narrazioni riesce a aggiungere pagine nuove: la selvaggia qui è una stupenda bambina dalla chioma arborea, panicamente immersa nell’amore con cui gli animali e la natura la accolgono e allevano, in totale serenità familiare. Le incantevoli tavole della foresta guidano lo sguardo a distinguere fra texture e riccioli di foglie, capelli, piume, becchi, liane che si assomigliano, per riconoscere la simmetria e l’esaltante vitalità della lezione di voce degli uccelli, oppure del groviglio sotterraneo di volpi fameliche nel gioco della lotta, o ancora il silenzioso idillio notturno nel tronco-rifugio, dove la bambina selvaggia dorme avvolta nei suoi capelli come una piccola Eva, vegliata da gufi e conigli come Biancaneve. E lei di queste lezioni immersive e totali capisce tutto; è singolare che il testo, anche in inglese, usi proprio il termine capire. Ed era felice, si vede benissimo. Perché ognuno di noi appartiene a quell’anima selvatica del mondo, la riconosce d’istinto, e ne interpreta e moltiplica l’energia indomabile e inarrestabile. Poi avviene l’irruzione degli uomini. “Un giorno incontrò dei nuovi animali nella foresta”. La vicenda ricalca i tanti ritrovamenti dei bambini selvaggi, ma la prospettiva rimane quella della bambina. La città è il nuovo scenario, lo spazio interno di uno studio/casa è l’orizzonte che si sostituisce alla coperta avvolgente della natura animata. Ma la bambina non capisce, non è felice e pertanto se ne va. Agisce e sceglie il proprio destino. Le pagine del suo rifiuto sono senza parole.
Selvaggia torna selvaggia, si fonde con la bellezza naturale, pende da un ramo come un’appendice arborea, risplende della bellezza di tutto ciò che è vivo. Il rapporto fra femminile e selvatichezza, oltre che fra infanzia e natura, è oggi cruciale per la nostra salute e per quella della nostra collettività: benvenuta selvaggia, piccola divinità interiore per tutti i bambini.
Marcella Terrusi
(da LiBeR 110)
Selvaggia
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