Pieno sole
Antoine Guillopé
L’ippocampo, 2012, p. 40
€ 18,00 ; Età: da 5 anni
Un albeggiare sereno nell’Africa nera, la vita che si risveglia per le “fiere” silenziose e guardinghe che si preparano alla caccia nella savana, e per un giovane masai che percorre rispettoso questa landa per onorare l’appuntamento con la sua amata. Il tutto sotto un sole che, pagina dopo pagina, si fa sempre più alto, pieno, abbacinante.
Si può riassumere in queste poche righe la trama di Pieno Sole, favola africana dalla trama essenziale e dal testo parco di parole, parole che sembrano quasi voler mettersi in disparte per non togliere luce, è il caso di dirlo, all’illustrazione. Un’illustrazione che pure si distingue per essenzialità e lucidità, tanto è misurata, meditata nelle proporzioni e nella tavolozza limitata di colori, limpida nei tratti del disegno.
Guilloppé opta per pagine dall’ampio formato, pagine bianche e nere in modo alternato, solo parzialmente vergate da segni e immagini. Abbondano infatti gli spazi vuoti, come a voler restituire la vastità degli orizzonti e l’ariosità della savana, come a voler trasmettere al lettore un sentore di Africa.
Analoga considerazione può esser fatta per la ristretta gamma di colori adottati dall’autore: il nero a rappresentare il buio totale e atavico di una notte nella savana priva di illuminazione artificiale, ma anche le nitide ombre che si stagliano nel suolo diurno; il bianco a richiamare la luce accecante di una mattinata subtropicale; e infine l'oro che è il colore del sole e della terra arida su cui questo astro insiste perenne e veemente; e dorati infine sono anche i gioielli indossati dai due masai durante il loro appuntamento d’amore.
Ma ecco che, a controbilanciare tanto minimalismo narrativo ed estetico, giungono le elaborate pagine intagliate a pizzo che raffigurano le sagome degli animali della savana (coccodrillo, giraffe, ghepardi, elefanti...); pagine che – creando affascinanti trasparenze e sovrapposizioni di forme, luci, ombre, e colori – movimentano il ritmo, moltiplicano gli orizzonti narrativi e le suggestioni di questo racconto in immagini che chiede di essere scoperto e reinventato, pagina dopo pagina.
Silvana Deriu
(da LiBeR 97)
Antoine Guillopé
L’ippocampo, 2012, p. 40
€ 18,00 ; Età: da 5 anni
Un albeggiare sereno nell’Africa nera, la vita che si risveglia per le “fiere” silenziose e guardinghe che si preparano alla caccia nella savana, e per un giovane masai che percorre rispettoso questa landa per onorare l’appuntamento con la sua amata. Il tutto sotto un sole che, pagina dopo pagina, si fa sempre più alto, pieno, abbacinante.
Si può riassumere in queste poche righe la trama di Pieno Sole, favola africana dalla trama essenziale e dal testo parco di parole, parole che sembrano quasi voler mettersi in disparte per non togliere luce, è il caso di dirlo, all’illustrazione. Un’illustrazione che pure si distingue per essenzialità e lucidità, tanto è misurata, meditata nelle proporzioni e nella tavolozza limitata di colori, limpida nei tratti del disegno.
Guilloppé opta per pagine dall’ampio formato, pagine bianche e nere in modo alternato, solo parzialmente vergate da segni e immagini. Abbondano infatti gli spazi vuoti, come a voler restituire la vastità degli orizzonti e l’ariosità della savana, come a voler trasmettere al lettore un sentore di Africa.
Analoga considerazione può esser fatta per la ristretta gamma di colori adottati dall’autore: il nero a rappresentare il buio totale e atavico di una notte nella savana priva di illuminazione artificiale, ma anche le nitide ombre che si stagliano nel suolo diurno; il bianco a richiamare la luce accecante di una mattinata subtropicale; e infine l'oro che è il colore del sole e della terra arida su cui questo astro insiste perenne e veemente; e dorati infine sono anche i gioielli indossati dai due masai durante il loro appuntamento d’amore.
Ma ecco che, a controbilanciare tanto minimalismo narrativo ed estetico, giungono le elaborate pagine intagliate a pizzo che raffigurano le sagome degli animali della savana (coccodrillo, giraffe, ghepardi, elefanti...); pagine che – creando affascinanti trasparenze e sovrapposizioni di forme, luci, ombre, e colori – movimentano il ritmo, moltiplicano gli orizzonti narrativi e le suggestioni di questo racconto in immagini che chiede di essere scoperto e reinventato, pagina dopo pagina.
Silvana Deriu
(da LiBeR 97)
