Partigiano Rita
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Partigiano Rita

Partigiano Rita
Paola Capriolo
Einaudi Ragazzi, 2016, 135 p.
(Carta Bianca)
€ 11,00 ; Età: da 12 anni

Paola Capriolo scrive ancora di una donna che combatte il razzismo. No raccontava di Rosa Parks, l’afroamericana che per prima in Alabama violò il tabù dei posti riservati ai bianchi sugli autobus. Meno nota è la storia di Rita Rosani che l’autrice giustamente romanza molto per renderla più leggibile e attrattiva per i ragazzi, riempiendo con un’immaginazione sempre plausibile i buchi nella tela della Storia, ricostruendo i dialoghi e intuendo sentimenti, emozioni e passioni dei personaggi con grande sensibilità.
I Rosenzweig erano ebrei fuggiti dalla Moravia a Trieste, dove avevano italianizzato il nome in Rosani e raggiunto un discreto benessere. Nel 1938 Rita si sente italiana come tutte le sue amiche, vive con leggerezza i suoi diciotto anni, studia con impegno, legge Grazia e cerca di seguire la moda, ha un fidanzato che sogna di sposare, insomma è una ragazza fra tante. D’improvviso le piombano addosso le infami leggi razziali del fascismo. Niente più scuola pubblica, niente lavoro per il padre, il fidanzato Kubi è internato in un paesino lontano; poi le deportazioni nei lager quando scoppia la guerra e nasce la repubblica di Salò. Rita è costretta a maturare in fretta, obbliga i genitori a uscire dalla rassegnazione e a nascondersi in campagna, mentre lei sale in montagna, prende il fucile, combatte per se stessa, per Kubi, per tutte le vittime inermi rastrellate, deportate, sterminate. Incontra anche il grande amore della sua vita.
Leggere il libro dà l’impressione di una storia inventata, con un sospetto di apologo didattico e storico, che solo il mestiere dell’autrice può trasformare in romanzo avventuroso e civile al tempo stesso. Ma le due pagine dell’epilogo rivelano che è tutto vero, che Rita ai compagni che volevano coprirla perché sfuggisse a morte sicura disse in triestino: “Vuialtri g'avì voia de scherzare” (vedi Wikipedia); che è stata insignita di Medaglia d’oro della Resistenza, l’unica assegnata a una donna italiana morta in combattimento; che sul muro della sinagoga di Verona oggi si possono leggere le parole del libro dei proverbi a lei dedicate: “Molte donne si sono comportate valorosamente, ma tu le hai superate tutte”.

Fernando Rotondo
(da LiBeR 111)