Ondine
Benjamin Lacombe; trad. di M. di Palma
Rizzoli, 2013, p. 42
(Album)
€ 18,00 ; Età: da 8 anni
C’era una volta una principessa, bella e immortale. Il suo nome era Ondine ed era nata in un palazzo di cristallo, in qualche luogo degli abissi marini. Come vuole il mito delle ondine, anche questa ninfa era immortale ma priva di anima e di coscienza. Il desiderio di Ondine era quello di riuscire a conquistare un’anima umana, ma la fanciulla avrebbe potuto farlo solo se fosse riuscita a catturare completamente il cuore di uomo.
Nella versione di Lacombe, Ondine viene affidata ancora in fasce a una coppia che vive ai margini della foresta stregata. Quando per caso Hans, un giovane cavaliere, arriverà alla loro abitazione, si innamorerà perdutamente di Ondine. Ondine e Hans si giurano amore eterno, ma qualcosa che non possono controllare – la forza degli spiriti acquatici che seguono Ondine e il suo destino – si mette tra loro e crea ostacoli. La fine di questa storia è inesorabilmente triste, come spesso, in passato, erano tristi i finali delle fiabe classiche.
Nel racconto di Lacombe troviamo i temi cari alla letteratura romantica e tragica: amore, gelosia, intrighi, tradimenti, che nascono e si sviluppano in un’atmosfera di mistero e ambiguità.
Benjamin Lacombe, che per questo lavoro dichiara di essersi ispirato alla fiaba dello scrittore bretone La Motte-Fouqué, riscrive la storia incantando il lettore con disegni di impronta preraffaellita. Il tema fiabesco si presta alle illustrazioni evanescenti, dai colori sfumati che evocano luoghi lontani, fuori dal tempo.
Ma prima di La Motte-Fouqué, il mito dell’ondina era già ampiamente comparso nei racconti di folklore e Paracelso le aveva nominate nei suoi lavori sull’alchimia. L’ondina è associata all’anima e, a sua volta, l’anima è spesso collegata all’acqua, elemento femminile, fonte di vita, purificatore, ma anche, nell’immaginario collettivo, elemento mutevole e pericoloso.
Tiziana Merani
(da LiBeR 99)
Ondine
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