Noi, ragazze senza paura
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Noi, ragazze senza paura

Noi, ragazze senza paura
Daniela Palumbo, ill. di Francesca Protopapa
Piemme, 2017, 184 p.
(Il Battello a Vapore. Vortici)
€ 10,20 ; Età: da 12 anni

Ci si potrebbe fermare all’introduzione, leggerla, per capire il senso del libro di Daniela Palumbo Noi ragazze senza paura. Ma poi serve inoltrarsi nella narrazione per godere appieno di una scrittura che emoziona, di vite che l’autrice non si limita a descrivere ma a narrare. Le “ragazze” di cui ci racconta l’autrice hanno nomi conosciuti, altri meno noti ma non per questo meno importanti. Ci sono l’astrofisica Margherita Hack, la giornalista Ilaria Alpi, l’attrice Franca Rame, la poetessa Alda Merini, la partigiana Teresa Mattei. E poi ci sono le maestre marchigiane che hanno fatto il gesto, sovversivo, per i loro tempi, di chiedere l’iscrizione alle liste elettorali per poter votare. C’è Franca Viola, la ragazza che dicendo no al matrimonio riparatore nella Sicilia degli anni ’60 ha cambiato per sempre la storia delle donne rifiutando un amore preteso con la violenza. E poi c’è Denise Garofalo, orfana di una madre che aveva pagato con la vita la sua fuga da un marito esponente della ’ndrangheta.
Sono donne che, ciascuna a modo proprio, hanno avuto il coraggio di dire dei no, di pretendere un mondo a misura dei propri sogni ma anche migliore per le altre donne. Sono vite che hanno fatto la nostra Storia segnando, talvolta in modo del tutto inconsapevole, le leggi, la società, la politica in un paese dove il voto alle donne era negato, la violenza verso di loro era rubricata alla voce “offesa alla morale” anziché reato contro la persona e dove l’affermarsi nel mondo del lavoro e delle professioni, soprattutto scientifiche, si arrestava contro non uno ma mille “tetti di cristallo”.
Daniela Palumbo ci racconta queste vite cogliendole in momenti particolari, quasi dei fotogrammi. In alcuni casi si tratta dell’infanzia, altre volte la narrazione ruota attorno a un singolo episodio. C’è una grazia e una bravura anche nel narrare pagine difficili, dure, in cui il tema della violenza e dello stupro – tragicamente presente in molte di queste “eroiche” esistenze femminili − viene evocato.
Storie al femminile solo per lettrici femmine? Si interroga l’autrice. La sua risposta è netta: sono storie per tutti perché raccontano battaglie di ieri su cui si fondano i diritti di oggi. E i diritti non hanno sesso.

Vichi De Marchi
(da LiBeR 117)