Nebbia in agosto
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Nebbia in agosto

Nebbia in agosto
Robert Domes
trad. Anna Carbone e Cristina Proto
Mondadori, 2017, p. 334
€ 17,00 ; Età: da 12 anni

Ci sono storie necessarie, storie che si devono conoscere. Come quella di Ernst Lossa, un ragazzino di quattordici anni, vittima del programma di eutanasia nazista.
Ma chi è Ernst e perché è stato eliminato con lucida crudeltà nell'ospedale psichiatrico in cui era stato internato? La sua “colpa” è quella di essere figlio di genitori Jenisch, un gruppo nomade perseguitato dal nazismo al pari degli zingari, dei Rom e dei Sinti.
I suoi primi quattro anni di vita, gli unici trascorsi con la famiglia e le sorelline, sono fatti di spostamenti da una città all'altra, a piedi o sul carrozzone a veder scorrere i campi d'avena e a sentire l'odore del vento, e dalle rumorose feste di famiglia. Poi, con i controlli sempre più stretti degli uffici dell'anagrafe e dei servizi sanitari, i bambini vengono mandati in orfanotrofio, la mamma morirà poco dopo e il papà verrà privato della patria potestà.
Da questo momento Ernst, che non si rassegna a quella separazione traumatica, bollato come ineducabile e psicopatico dalla spietata macchina nazista, è spostato come un pacco dall'orfanotrofio al riformatorio, e in ultimo all'istituto psichiatrico in cui finirà i suoi giorni insieme a molti altri bambini e adolescenti ritenuti indegni di vivere perché disabili o affetti da malattie mentali.
Sono lunghi anni di solitudine, di ribellione, di violenze, di rare visite del padre o della nonna, di nostalgia e di inutili attese, di progetti di fuga ma anche di amicizie e di un primo tenero amore. Fino a che anche per Ernst, che ha visto troppo, ascoltato ciò che non doveva e capito il perché di tante morti improvvise, arriva il momento dell'ultimo viaggio.
Nebbia in agosto è il racconto di uno dei tanti crimini nazisti ma anche la storia di un bambino e di un adolescente che non si rassegna e non si piega alla volontà dei suoi persecutori. Robert Domes. con un accurato lavoro di documentazione e di approfondimento, ha restituito vita e dignità, pensieri e sentimenti a una delle tante vittime senza nome della “morte misericordiosa”.
Completano il libro pagine di cronologia che intrecciano eventi della famiglia Lossa con i fatti storici, un glossario e una ricca postfazione dell'autore.

Paola Bertolino
(da LiBeR 115)