Nati liberi: alla ricerca del fratello perduto nella guerra tra Roma e Annibale
Anselmo Roveda, ill. di Sandro Natalini
Fatatrac, 2014, p. 93
(Castelli in aria)
€ 5,90 ; Età: da 7 anni
222 a.C. Siamo in Sardegna, nei pressi di Sulki, capitale dei Sardi Solcitani, dove crescono due fratelli, Bostare e Giscone. Sullo sfondo, Roma e Cartagine, che si contendono il Mediterraneo per i loro commerci. In primo piano i pirati, che vendono agli uni e agli altri gli schiavi, catturati rapinando le coste. Chi riesce a cavarsela e a tornare, è vecchio e racconta, come Imilcone che ha perso un occhio combattendo per i cartaginesi in Iberia. I ragazzi amano le sue storie, lui non ha figli e un giorno regala ai due fratelli un oggetto prezioso, un bottino di guerra: è un torque, un collare da guerriero. Con oggetti così ha comprato la propria libertà.
I ragazzi fanno un patto: lo indosseranno un giorno per ciascuno. E se un giorno uno di loro dovesse essere rapito dai pirati, l’altro lo cercherà finché non l’avrà trovato. Un taglietto sul braccio, per mescolare il proprio sangue con la cenere, e la promessa è suggellata.
Passano due anni, Bostare viene rapito, Giscone ha 14 anni, ma solo quando ne compirà 16 potrà andare a cercarlo, padrone di se stesso… Un giallo in piena regola, ambientato ai tempi di Annibale, quando il cartaginese si mette in cammino per l’Italia con un esercito di elefanti e lo trascina a valicare le Alpi. Giscone ha saputo che Bostare è stato venduto a un romano diretto in Gallia Cisalpina, per presidiare un giacimento aurifero. Si arruola con i cartaginesi insieme a un amico… Non dirò di più. La vicenda scorre veloce e precisa, senza concedere niente alle tentazioni didascaliche, ma consapevole del contesto, e ce ne restituisce il senso attraverso pochi cenni essenziali. I sentimenti restano privati, ma se ne riconoscono i comandi.
Roveda ha impiegato due anni a ricostruire la vicenda, documentandosi su Tito Livio e Polibio, saggisti contemporanei e il nostro Salgari di Cartagine in fiamme, e ci ha consegnato un libretto veloce e intenso, capace di catturare i ragazzini di oggi, che non amano i testi troppo elaborati ma non sono indifferenti alle storie della Storia, se uno gliele sa raccontare. E l’autore ne è consapevole, dato che è spesso impegnato in incontri con le scuole.
Teresa Buongiorno
(da LiBeR 106)
Nati liberi
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