Mario Lodi
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Mario Lodi

Mario Lodi: pratiche di libertà nel paese sbagliato
Alessio Surian, Diego di Masi, Silvio Boselli
Beccogiallo, 2015, p. 175
(Biografie)
€ 18,00 ; Età: da 12 anni

Mario Lodi: pratiche di libertà nel paese sbagliato, è il fumetto edito da Beccogiallo nel maggio 2015, disegnato da Silvio Boselli e scritto a quattro mani da Alessio Surian e Diego Di Masi.
In apertura al volume, Cosetta Lodi ricorda che il padre Mario aveva scritto “Il fumetto è la sintesi dei due linguaggi fondamentali con i quali l'uomo ha comunicato in ogni civiltà e in ogni tempo: la parola e il segno. Sono i due linguaggi che il bambino da solo scopre intorno a sé, conquista e usa nei primi tre anni di vita”. Il Lodi che viene presentato tra le pagine è animato da domande e scelte fin dal principio del racconto, che prende avvio con un aneddoto del 1944, in cui lo si vede sparare a un corvo per accontentare il caporale che lo sta consegnando alla prigione (per diserzione alle armi e atti di sabotaggio) anziché utilizzare il fucile contro il suo carceriere.
È un uomo in ricerca anche il maestro che nel 1948, dopo il carcere, sperimenta insieme ai colleghi una didattica innovativa, per creare una società nuova, fondata sulla collaborazione e la solidarietà, capace di contemplare la felicità e l’inatteso come elementi che animano la comunità scolastica, humus per buoni incontri e ottime pratiche. Questo racconto ha un grande pregio, quello di rivolgersi a lettori di diversa età: ai bambini che, spesso mortificati da una scuola abbrutita e sofferente, sono assetati di racconti di quotidianità scolastica “cooperativa”; ai ragazzi che si guardano intorno per orientarsi tra le tante possibilità di essere; agli adulti che trovano in appendice al testo una interessante cronologia, in cui si intrecciano la storia delle guerre e delle rivoluzioni, ma anche i cambiamenti di costume e della società e le scelte operate da persone di primo piano come Gianni Rodari, Alberto Manzi, Maria Montessori, Don Milani, Danilo Dolci, Franco Basaglia, tanto per limitarci ai nomi più celebri.
Spero che saranno molti i bambini e i ragazzi a cui sarà data l’opportunità di cimentarsi in questa piacevole lettura, che scorre veloce ma può accendere sguardi fondativi, poiché c'è bisogno di incontrare persone capaci di dire loro – e agli altri adulti: “Se a scuola i bambini tacciono, come possono diventare capaci di comunicare le proprie idee?”.

Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 109)