Mare
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Mare

Mare
Ricardo Henriques, ill. di André Letria
Trad. di Marta Silvetti
La Nuova Frontiera Junior, 2014, p. 56
€ 15,00 ; Età: da 6 anni

Sfogliando Mare non ho potuto fare a meno di pensare a un gioco ricorrente tra genitori e figli piccoli durante lunghi ed estenuanti spostamenti in automobile. Si tratta di scegliere una parola, passarla al concorrente che subito deve agganciarla a un’altra, legata per tema alla prima. Così al termine scarpa fa eco calzino, quindi piede… finché qualcuno rimane muto, a corto di immagini, e vince chi ha la parola pronta.
Mare è un po’ questo, è un lungo viaggio con le parole del mare. 184 termini, ordinati alfabeticamente e intramezzati da inserti densi di proposte: dalle semplici osservazioni, ai giochi, fino agli esperimenti scientifici. Un libro particolare, un addividario (libro di attività più abbecedario), come suggeriscono gli autori nella pagina introduttiva, che si presta a essere letto e usato insieme, da grandi e piccini. La pubblicazione esplora il continente blu presentandolo sotto tante angolature diverse. Come un ambiente geografico e naturale, dotato di flora e di fauna propri. Lo dicono le alghe, i gamberi, le spugne o la balena che sotto i nostri occhi prendono vita grazie a un sapiente montaggio di parole e di immagini bicolori, azzurre e nere, ben imprimibili nella testa e nel cuore del lettore.
Ma il mare, da sempre, è anche molto altro. Rappresenta un luogo di incontro, di scambio e di sostentamento per milioni di persone. Ne sono ben consapevoli gli autori, portoghesi, che dedicano una buona parte della pubblicazione alla descrizione accurata delle imbarcazioni e dei termini marinareschi. Non mancano poi i riferimenti agli strumenti di navigazione, la bussola o la balestriglia, e alla mitologia, dal kraken, un mostro di enormi dimensioni che minacciava le imbarcazioni dei mari del Nord, a Moby Dick, tasselli fondamentale della cultura del mare.
Un gioco infinito di rimandi visivi e narrativi avvolge il lettore in una trama che rende omaggio a questo straordinario ambiente, impossibile da catalogare. Lo suggerisce la “lista delle escluse indignate” alla fine del libro, ovvero l’elenco delle parole che sono rimaste fuori dalla pubblicazione e che reclamano visibilità, voce. Potrebbero trovarsi nel porto da cui salpare per il secondo capitolo dell’avventura? Ce lo augureremmo.

Francesca Brunetti
(da LiBeR 105)