Luce dei miei occhi
Zita Dazzi
Einaudi Ragazzi, 2012, p. 101
(Carta Bianca)
€ 10,00 ; Età: da 11 anni
Arturo, detto Artù, è il protagonista e la voce narrante di Luce dei miei occhi, una storia che ci parla di un oggi grigio e pesante che non è solo quello di una Milano invernale, ma di un presente intriso di preoccupazioni, di difficoltà economiche, di cassa integrazione, di “ma come si fa ad arrivare a fine mese?” e di rinunce perché tutto costa troppo.
Una realtà fin troppo conosciuta è quella in cui si muove Arturo, 14 anni, e che Zita Dazzi, giornalista della redazione milanese di Repubblica, sa raccontare in modo semplice ma diretto.
Una famiglia, papà, mamma, Arturo e Giovanni, il fratellino più piccolo, un bimbetto biondo sempre abbracciato al suo elefante spelacchiato.
È sabato, il ponte dell’Immacolata, si va in montagna, ma non tutti insieme come una volta, la mamma rimane a casa, come succede ormai da troppo tempo. Arturo lo sa che le cose tra i suoi genitori non vanno bene, il papà ha perso il lavoro, e li sente discutere la sera, dietro la porta chiusa della loro camera, mentre i loro silenzi li respira ogni giorno. Così si parte senza la mamma verso Mera, sotto la neve.
E nevica fitto anche il giorno seguente, quando Giovanni scende a giocare proprio lì davanti a casa. È un attimo, e quando Arturo lo raggiunge il piccolo non c’è più. Una ricerca affannosa fatta di corse nella neve, di voci che rimbalzano, di ansia e di paura, poi finalmente eccolo, scivolato giù nel bosco, nella tuta azzurra troppo grande. Niente di grave ma c’è quella strana cosa che Giovanni diceva già dal giorno prima: all’improvviso ha visto tutto grigio e ora a tratti non vede più nulla. Intorno a questa improvvisa e inspiegabile cecità si raccoglie la famiglia, si mettono insieme energie e affetti che sembravano sopiti.
Arturo cerca di destreggiarsi in questa nuova situazione, tenta di capire che cosa sta succedendo al papà e alla mamma, non vuole essere messo da parte e trattato come un bimbetto. Nella sua solitudine il conforto e l’appoggio arriva sempre da Sofia, la compagna di classe di cui, nemmeno troppo segretamente, è innamorato. Solo con lei può veramente parlare, anche se è una femmina, solo da lei si sente capito.
Così, tra degenza in ospedale e routine quotidiana, arriva il Natale e sotto l’albero una sorpresa che finalmente riporta il sorriso.
Paola Bertolino
(da LiBeR 96)
Luce dei miei occhi
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