Le Variazioni Lucy
Sara Zarr; trad. di A. Martelli
EDT Giralangolo, 2017, 376 p.
€ 15,00 ; Età: da 13 anni
Lucy sente che la musica non è più la sua strada, il suo futuro, la sua scelta. Non le appartiene più, da quando, nel corso di un’importante competizione musicale a Praga, alla notizia della morte della nonna si è bloccata di fronte al pianoforte, deludendo le aspettative di nonno Beck e di tutta la famiglia, che sempre hanno nutrito grandi ambizioni su di lei.
A sedici anni, con la prospettiva di un futuro radioso da musicista, Lucy si sente derubata della vita, e di fronte all’imposizione della famiglia, che in nome della musica sembra mettere in secondo piano anche i sentimenti più profondi, non le rimane che un’unica scelta: mollare tutto, ricominciare da capo, riprendersi la sua vita. E rinunciare alla musica. Ma fino a quando? Fondamentale è la domanda di fronte alla quale la pone l’insegnante di musica di suo fratello: “Che cosa vuoi Lucy? Che cosa vuoi, tu?”. Dentro di sé Lucy sente un groviglio confuso di emozioni, che deve dipanare con pazienza, districandosi tra aspettative, costrizioni, desideri. Inizia allora un nuovo percorso per la giovane pianista, che parte dalle cose più semplici, dalle esperienze di tutti i giorni, per ritornare alla fine alla musica, a quel linguaggio universale capace di farle percepire la gioia e la bellezza del mondo, di farla sentire viva. Lucy si mette in ascolto. E solo ascoltando il mondo, e se stessa in primo luogo, riuscirà a trovare la sua strada, e a coltivare il piacere per quello che scopre essere una vera passione. Riuscirà a coniugare “cervello, tecnica e cuore”, per avvicinarsi, attraverso la musica, al senso profondo delle cose, e cogliere il miracolo della bellezza in tutte le sue forme. Una storia nella quale la passione per la musica va oltre l’esperienza narrata per assumere il significato di una ricerca di senso. E che riporta alla mente un altro bel romanzo, ormai introvabile, La musica delle cose, di Maryse Pelletier (E. Elle, 2000), e le indimenticabili parole di Claudio Abbado, per il quale la musica “è necessaria alla vita, può cambiarla, migliorarla e in alcuni casi può addirittura salvarla”. Proprio come la letteratura, che attraverso la condivisione delle storie consente di suonare e risuonare insieme, “ascoltandosi gli uni con gli altri”.
Gabriela Zucchini
(da LiBeR 116)
Le Variazioni Lucy
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