La vita bella
Floc’h; trad. V. Pazzi
Emme edizioni, 2015, 64 p.
(Album)
€ 16,00 ; Età: da 6 anni
Un elegante signore si affaccia con discrezione dalla prima pagina di questo albo: viene a trovarci o siamo noi che stiamo entrando nel libro? Sicuramente ci entra una bambina – “che ama i libri”– che si arrampica dal basso della pagina, cogliendo l’invito di quella specie di mago sospeso in un misterioso alone bianco. Il gioco delle identificazioni è presto stabilito, il libro può avere inizio: la bambina-lettore, l’uomo-mentore, un coniglietto per testimone del viaggio; il libro si intitola La vita bella: che cos’è?, si interrogano i due, “è quella che uno si sceglie” suggerisce il mentore-scrittore (Floc’h stesso, naturalmente), e insieme sfogliamo il catalogo dei loro desideri.
La vita cui aspirano è sfacciatamente ricca, sa concedersi ai piaceri dell’ozio, si appaga con l’arte colta e non disdegna il lusso ricercato dei beni materiali: una macchina sportiva è mezzo di trasporto da preferirsi a una carrozzina trainata da una capretta. Ma il miglior modo per spostarsi non è seguire le strade: con un salto si prende il volo e si fa il giro del mondo. E dopo tante emozioni si torna al tepore di un caminetto, si passeggia in un impeccabile parco all’inglese, si suonano Chopin e Bach (il pianoforte è a coda), si pattina a Central Park.
Il libro mette in scena un mondo agiato, quasi prevedibile nella sua nobile compostezza. Si tratta certo di una “iniziazione alla qualità della vita”: non valori da prendersi alla lettera o come universali, ma esempi di folli “utopie personali”, che i protagonisti si concedono di immaginare. Anche il lettore è invitato a condividere la sua speciale visione del mondo, libera da limitazioni materiali, sensibile al piacevole e al bello.
Floc’h è apprezzato artista francese, fumettista e illustratore di libri, campagne pubblicitarie e cartelloni per il cinema, inconfondibile per la forza comunicativa del suo tratto pulito, dal gusto retrò.
I soggetti si staccano nitidi e ben contornati dal fondo della pagina. Tanto bianco diventa parte del discorso narrativo: insieme ai testi essenziali trattiene l’attenzione del lettore sulle singole situazioni, svuota la pagina di un contesto ambientale lasciando al lettore lo spazio per immaginarlo.
Fausto Boccati
(da LiBeR 108)
La vita bella
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