La vera storia dell’orso Winnie
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La vera storia dell’orso Winnie

La vera storia dell’orso Winnie
Lindsay Mattick, Sophie Blackall; trad. di C. Carminati
Mondadori, 2016, 56 p.
€ 16,00 ; Età: da 4 anni

Il primo peluche che ha un bambino è in genere un orsacchiotto e tale era per Christopher Robin. Le avventure del suo orso di pezza sono narrate da A.A. Milne in: Winnie the Pooh. Winnie è conosciuto da molti bambini anche attraverso i cartoni animati di Disney.
La storia di Robin e del suo teddy bear ha un’origine molto singolare che qui viene narrata e illustrata. L’albo merita tutta la nostra attenzione perché affascina per le vicende dell’orsacchiotta che al tempo della prima guerra mondiale sfugge alla morte salvata da un ufficiale dell’esercito canadese che la compera da un cacciatore. Il capitano Harry, un veterinario arruolato per curare in cavalli, la chiama Winnie. Per la sua affettuosità e simpatia è amata da tutto il reggimento. La guerra incombe e i soldati con Winnie s’imbarcano per l’Europa. Harry deve andare sui campi di battaglia e dona l’orsacchiotta allo zoo di Londra dove vive per molti anni amata e coccolata da tanti bambini. In particolare Robin le si affeziona al punto da chiamare il suo peluche Winnie. La storia è raccontata dalla mamma a suo figlio che l’interroga in brevi dialoghi su alcuni particolari. Il bimbo rimane deluso dalla fine e la madre inizia una nuova storia narrando l’amicizia tra Robin e l’orsacchiotta.
Il racconto si snoda in pagine di ampio respiro, alternate a riquadri che rendono visivamente le parole scritte nella limpida traduzione di Chiara Carminati. Le illustrazioni, dai colori sfumati dal verde all’ocra, presentano i personaggi in primissimo piano. I tenui colori sono interrotti in una pagina dove appare la prua di una nave nera su un mare azzurro sotto un cielo rosso fuoco, quasi una premonizione della guerra ormai vicina. Tenero è l’addio tra Harry e Winnie: due facce avvicinate a testimonianza di un affetto molto sentito, come amorevole appare l’abbraccio di Robin sdraiato sulla groppa dell’orsa. Interessante l’album a fine libro in cui sono riportate le foto di Harry e Winnie in momenti salienti del loro incontro, del loro vissuto con il reggimento e quella di Robin e Winnie scattata nel 1925, dopo che sono diventati amici. Allegra l’ultima foto della mamma narratrice con il suo bimbo discendenti da quell’ufficiale che amava tanto gli animali.

Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 114)