La storia di Kullervo
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La storia di Kullervo

La storia di Kullervo
John Ronald Reuel Tolkien
Trad. di L. Manini, S. Marinoni
Bompiani, 2016, 241 p.
(I libri di Tolkien)
€ 19,00 ; Età: da 12 anni

The story of Kullervo, scritta da J. R. R. Tolkien a ventidue anni, quando ancora era studente a Oxford, è arrivata nelle nostre librerie quest’anno, nella versione tradotta da Luca Manini e Stefania Marinoni. La storia non è frutto della fantasia dell’autore britannico ma si ispira alle vicende del poema finnico Kalevala, e in particolare di Kullervo, che Tolkien, chiamò lo sfortunato.
Composto a metà Ottocento da Elias Lönnrot, il Kalevala inizia con il mito della creazione, che Tolkien riprende trasportando il lettore ai giorni antichi della magia – quando la magia era ancora giovane – ai tempi in cui i figli di un cigno potevano trasformarsi in maghi e stregoni. Tra loro ci furono Kalervo, padre di Kullervo, e Untamō il Malvagio, suo fratello, che ripetutamente cercò di strappare a Kalervo le sue terre, fertili e percorse da un fiume pescoso.
Le immagini costruite dal racconto, in questa prima parte, sono molto suggestive e il lettore accetta le spiegazioni che il mito rende credibili, in quanto tale. L’odio di Untamō per Kalervo ricorda l’odio biblico di Caino per Abele. Kalervo viene ucciso, le sue terre passano sotto il comando del Malvagio, che sottomette la cognata Kalervoinen e i figli di Kalervo, nati poco dopo la morte del padre. A loro la madre, afflitta e senza voglia di vivere, ha dato nome Kullervo, ira, e Wanona, pianto. E poiché i due fanciulli sono nati a una sola generazione di distanza dai tempi della magia, in poco tempo saranno adulti, forti e belli. Quando Kullervo saprà dalla madre il motivo del suo dolore, giurerà vendetta e verrà aiutato dal cane Musti, coraggioso, di grande sapienza e conoscitore di incantesimi.
Come scrisse in una lettera alla sua futura moglie, Edith Bratt, Tolkien stava cercando di trasformare una delle storie del Kalevala in un breve racconto. La storia di Kullervo, in realtà, non fu mai terminata ma per la futura produzione tolkeniana fu importantissima perché fonte di ispirazione del Silmarillion. Le stesse lingue elfiche create da Tolkien usano come base la lingua finlandese. Il volume italiano, con testo a fronte in inglese, è arricchito da prefazione, documenti, bozza di sinossi, appunti sparsi e foto di pagine manoscritte dallo stesso Tolkien.

Tiziana Merani
(da LiBeR 111)