La scimmia
Davide Calì, Gianluca Folì
Zoolibri 2013, p. 40
€ 20 ; Età: da 6 anni
Un grande album illustrato, con grafica libera, poco testo, e una storia intensa. È quella di un piccolino che cresce e se ne va seguendo i suoi sogni; quando torna i suoi non capiscono quello che lui racconta, ora si sente solo, un estraneo. Non è la storia di un ragazzo, ma di una scimmia, attratta dagli umani, al punto da studiare i loro versi e imparare il loro linguaggio. E un giorno da loro sente dire che gli uomini, un tempo, erano scimmie, e pensa che anche lui, allora, potrebbe diventare umano. Sua madre lo sconsiglia, ma lui se ne va, anche perché la sorte l'aiuta: copiando un ragazzino impara a fischiare con una foglia. La gente accorre a sentire la scimmia che fischia, arrivano tv e telegiornali. Sull'onda della notorietà trova il coraggio e affronta una nuova vita. Impara a vestirsi e a frequentare il mondo degli umani, a parlare con loro, a mangiare al ristorante. Impara persino a suonare il sassofono. Il nostro scimmiotto, non si sente soltanto solo: si sente uno a parte, né scimmia né uomo. Unico. Ma poi incontra qualcuno come lui, un'altra scimmia che ha scelto gli umani, e finalmente la solitudine svanisce. Ora sono bruno e greta. Attenzione, non è un errore di stampa, l'autore usa le minuscole per i loro nomi: in fondo, sono solo scimmie... (ma forse non è questo il motivo, non si sa). Guarda caso però, proprio mentre esce questo libro nasce a New York l'Animal Studios, la facoltà universitaria che si occupa dei rapporti tra uomini e animali, non dal punto di biologia, etologia, medicina, veterinaria, com'è sempre stato, ma dal punto di vista delle scienze sociali, umanistiche: la scienziata Irene Pepperberg dice che il 2014 sarà l'anno della fine della humaniqueness, della fine dell'unicità umana.
Su un argomento così complesso non era facile fare un libro per bambini che dicesse quello che è importante dire, con leggerezza, con belle immagini che fossero serie e spiritose insieme, né troppo astratte, né troppo realistiche. Insomma, questo è un libro che può essere insieme impegnato e metaforico, spiritoso e filosofico, leggero e impegnativo. Si presta a tanti diversi livelli di lettura. Sarà che il mio primo peluche non fu un orsacchiotto, ma una scimmietta con un giacchetto rosso, trovata in un uovo di Pasqua...
Teresa Buongiorno
(da LiBeR 102)
La scimmia
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