La regina nel bosco
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La regina nel bosco

La regina nel bosco
Neil Gaiman, ill di Chris Riddell
Trad. di S. Brogli
Mondadori, 2015, p. 70
(I grandi)
€ 17,00 ; Età: da 10 anni

Gaiman non è nuovo alla creazione di fiabe nere, e anche questa volta sostantivo e aggettivo ci stanno tutti. Del primo c’è il plot che riutilizza il canovaccio di fiabe tradizionali, da Biancaneve alla Bella Addormentata nel bosco, e moderne, come La storia infinita, ma con il Sonno e non il Nulla che avanza.
A testimoniare il secondo ci sono anzitutto le finissime illustrazioni di Riddell traboccanti di teschi, scheletri e altri orrori visivi, oltre che la presenza di zombi in forma di dormienti semoventi. In più l’autore si diverte a mescolare storie, temi e generi con tecnica a incastro, prendendo qua e là come fossero pezzi di lego e creando una narrazione originale.
Molto in sintesi, la regina del titolo non è la perfida matrigna, ma una Biancaneve succedutale sul trono, in versione proto-femminista e sul punto di convolare a nozze senza convinzione, che risveglia con un bacio la Bella addormentata, che a sua volta è una specie di reincarnazione della matrigna. Non si pensi, però, a qualcosa di scandalistico o pruriginoso; sarebbe troppo banale per un genio dello spiazzamento come Gaiman. La regina bacia con labbra rosso carminio quelle rosa della fanciulla addormentata per esercitare la canonica funzione del principe qui relegato a mera comparsa iniziale. E la fanciulla risvegliata che cerca di sedurre la regina altro non è che l’incanto del potere, che, però, viene decisamente respinto dall’altra. “Scandaloso”, semmai, potrebbe apparire che una giovane donna decida da sé il proprio destino: “Si può sempre scegliere” pensò, “e lei scelse”. Di non tornare a ovest nel suo regno per sposare l’insignificante principe, ma di andare a est verso terre sconosciute in compagnia di tre nani (non sette, e anche in questo Gaiman fa di testa sua).
Una recensione tutta per sé, poi, meriterebbe Riddell, che fa esplodere tutta la potenza del testo con i suoi disegni di raffinato gusto ora macabro, ora grottesco, ora cesellato. Basti guardare le tavole iniziali dei tre nani che attraversano ponti sotterranei sospesi su abissi o quella dell’armata degli zombi in sonno o ancora quella della regina altera e armata a cavallo o l’altra del bacio del risveglio.

Fernando Rotondo
(da LiBeR 109)