La ragazza dei lupi
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La ragazza dei lupi

La ragazza dei lupi
Katherine Rundell, ill. di Gelrev Ongbico; trad. di M. Pace
Rizzoli, 2016, 277 p.
€ 15,00 ; Età: da 10 anni

“C'era una volta, cento anni fa, una ragazza buia e tempestosa. ... Era russa ... Si chiamava Feodora.” Hanno il sapore delle fiabe le storie che racconta Katherine Rundell: dai tetti di Parigi con Sophie, al mondo imbiancato della Russia zarista dove vive Feo, la giovane protagonista del romanzo La ragazza dei lupi.
Feodora e sua madre Marina vivono sole in una casa di legno persa nei fitti boschi della taiga. Marina è una soffialupi e ha insegnato a sua figlia l'arte di restituire i lupi alla loro natura selvaggia. Nella Russia dell'epoca infatti le famiglie facoltose di San Pietroburgo amavano esibire nei loro salotti cuccioli di lupo come animali da compagnia, per poi sbarazzarsene quando diventavano troppo pericolosi.
Marina e Feo accolgono e curano i lupi abbandonati, rieducandoli al coraggio, alla caccia e alla lotta. Questa è la loro vita, finché un giorno si scontrano con Rakov, un crudele e sanguinario generale dell'esercito dello zar che entra di prepotenza nello loro casa e nelle loro vite, riuscendo a catturare Marina per condurla nel carcere di Pietroburgo. Tutto il mondo di Feo sembra allora crollare. Non le resta che fuggire, ma non è sola, con lei ci sono i suoi lupi, Bianca, Nero e Grigia, insieme a Ilya, poco più di un ragazzino, che non esita a gettare la divisa militare per mettersi al suo fianco. Inizia ora un lungo viaggio nei boschi, nella neve, nella tormenta e una lotta impari contro i fucili dei soldati.
Un libro bello, che sarà apprezzato soprattutto dai lettori più giovani; un'avventura di largo respiro per parlare di coraggio, di amicizia, di fiducia; della potenza delle storie e dell'amore per i libri, di adolescenti e di bambini che più degli adulti osano sfidare l'autorità e il potere per provare a cambiare le cose. Rieducandosi così alla libertà, proprio come i lupi.
A impreziosire la storia le belle illustrazioni in bianco e nero di Gerlev Ongbico, non solo quelle a piena pagina ma anche le miniature di cristalli di ghiaccio, di foglie, di piccoli alberi e di orme disseminate qua e là ad accompagnare il testo e, non ultimo, la traduzione di Mara Pace che così bene ha saputo restituire il linguaggio ricco di immagini e metafore dell'autrice.

Paola Bertolino
(da LiBeR 114)