La prima volta che sono nata
Vincent Cuvellier, ill. di Charles Dutertre; trad. di P. Balzarro; cur. T. Porcella
Sinnos, 2013, p. 104
€ 13,00 ; Età: da 5 anni
Abbiamo già apprezzato Cuvellier nei tre brillanti racconti editi da Biancoenero (La settima onda, Scappiamo!, Mamma e papà oggi sposi), libri nei quali il testo giocava un ruolo prevalente rispetto alle illustrazioni. Dalla prima all’ultima pagina di questo albo, invece, immagini e brevi cadenze dialogano alla pari descrivendoci, come quadri con didascalie, la sequenza delle tante “prime volte” della protagonista: da quando apre gli occhi fra le braccia della madre in una camera d’ospedale a quando, nascendo una seconda volta in altro ma simile letto, regala al mondo una nuova vita. In mezzo, il succedersi di momenti di crescita attraverso svolte, scoperte ed emozioni di un’esistenza originale ma abbastanza ordinaria da risultare riconoscibile e perciò significativa.
Il tutto giocato su una grammatica compositiva fatta di sottotesti, allusioni, slanci poetici, accostamento di livelli metaforici, rimandi fra testo verbale e figurativo che raggiungono sfumature impraticabili per un bambino, dal punto di vista formale oltre che per il contenuto. Siamo di fronte a un libro che sembra ammiccare all’adulto mentre simula un dialogo con i più piccoli: a chi si rivolgono dunque gli autori, con quale intenzione? Destinatario ideale è sicuramente la coppia adulto-bambino, riunita sotto la coperta ampia e accogliente di un’unica emozionante lettura, dove ogni messaggio suggerisce curiosità reciproche, fa vibrare momenti di relazione. Si potrà chiedere al piccolo-lettore cosa ricorda delle sue prime volte: il primo abbraccio di papà, la prima volta che ha formulato una preghiera, la prima delusione che lo ha fatto piangere; e all’adulto-lettore, magari una madre, spetterà sbrigarsela quando sarà interrogato sull’attinenza fra le polpette e i bei ragazzi, o su come andò quel primo incontro con papà.
Un albo da sfogliare insieme con lentezza e apertura, per conoscere e riconoscersi. In alcune pagine – non tutte, perché ciascun lettore avrà la propria vita da prestare loro – ognuno avrà modo di precisare e dare contorno a esperienze o aspettative altrimenti inespresse, assaporarne le sensazioni o riviverle con nostalgia. Esattamente quello che ogni lettore si aspetta da un libro.
Fausto Boccati
(da LiBeR 102)
La prima volta che sono nata
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