La mamma
Mariana Ruiz Johnson
Trad. di E. Vaccaro
Kalandraka, 2014, p. 32
(Libri per sognare)
€ 16,00 ; Età: da 3 anni
L’albo ha vinto il VI Premio Internazionale Compostela per albi illustrati per “la vitalità, la forza e l’uso del colore” e perché “affronta un tema universale, particolarmente vicino al mondo dell’infanzia”. Se si chiede a un bambino che cos’è la mamma, probabilmente non saprebbe rispondere perché per lui piccolino è “tutto”. La mamma infatti è tante cose. Quando il bimbo deve nascere è “una casa tonda, morbida e ambulante”, è un centro felice che partorisce il figlio “nudo e piccino” e lo nutre con il latte del suo seno. Se la mamma è contenta, cantano gli uccelli, ma è come una tormenta se è arrabbiata. Gioca con il suo bimbo e gli racconta le storie. Se lo perde diventa fiume, ma quando lo ritrova si immerge in una giungla verde punteggiata di fiori. Nel finale il bambino dice che la mamma è “quella che mi legge questi versi”.
L’albo attrae per i colori forti che impregnano la pagina di rosso, verde, blu, giallo su cui sembrano galleggiare le figure. Il rapporto madre-figlio non si traduce solo tra loro, ma si contrappone ad animali che vivono in sintonia lo stesso rapporto: la mucca allatta il vitellino, l’elefante tutto nero è proprio arrabbiato con l’elefantino, un grande pesce nuota in un fiume scuro con tanti pesciolini, il coccodrillo e il leopardo accudiscono le loro cucciolate.
Nelle illustrazioni, su due pagine a fronte, sono inseriti dei quadretti in cui viene messo in evidenza un particolare momento tra madre e figlio. In una scenetta spiritosa la mamma legge un libro al figlio seduto sul water. Il bimbo cresce e la madre lo rincorre mentre va in bicicletta e quando è ormai grande leggono il libro insieme. Nell’ultima tavola la madre in primo piano guarda il figlio, ormai adulto, che se ne va lontano. Le illustrazioni sono arricchite da particolari che le rendono ancor più piene di vita. L’autrice si è ispirata al realismo di famosi pittori e all’arte popolare latino-americana per l’uso “lussureggiante del colore”. Un canto non stereotipato del ruolo materno che segue il figlio nel suo crescere con pochi pregnanti versi. Un inno alla natura incontaminata tra piante, fiori, animali, in cui due creature, legate indissolubilmente, vivono un amore che non ha confini.
Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 103)
La mamma
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