La doppia vita del signor Rosenberg
Fabrizio Silei
Salani, 2014, p. 176
€ 12,90 ; Età: da 11 anni
Una voce narrante ci dice di un nonno e di una storia raccontata guardando Manhattan “bruciare nel tramonto e illuminarsi di mille luci”. Qualche mese prima del “giovedì nero” che segnerà l’inizio della Grande Depressione americana, in un’estate torrida con un sottofondo crescente di jazz, l’emporio Rosenberg sulla Trentaquattresima strada è uno dei cuori pulsanti della Grande Mela. Il proprietario Joseph Rosenberg, “temuto più della malattia e della morte dai suoi dipendenti”, ha ingigantito il suo impero finanziario speculando in borsa e creando una falsa idea di perfezione e felicità: mendicanti e poveri sono allontanati dal ferreo colonnello Zimmermann che controlla con occhio inquisitore anche cassiere e commessi. È una bambina, una landruncola scovata nell’emporio, occhi meravigliosi nel viso deturpato dal labbro leporino, a introdurre il burbero Rosenberg nell’altra New York, quella della Poortown che prolifera sotto le fognature dove vivono i derelitti. Lei lo ha battuto a scacchi, lui l’ha seguita mantenendo la scommessa di inizio partita ma non ha retto l’impatto di tanta miseria: sconvolto, è fuggito per barricarsi nel suo impero corredato dalla fida segretaria Dix e dal non disinteressato avvocato Brown. Per reazione, la mattina dopo decide di moltiplicare il suo patrimonio con una rischiosa azione finanziaria. E qui entra in scena Serge Born, venditore ambulante di lamette e mozziconi di sigarette truccato da clown che, sapute le angherie di Rosenberg, decide di scalfire il suo mondo di apparente felicità.
In un’atmosfera alla Frank Capra, grazie alla “costante e limpida qualità della scrittura”, motivazione della giuria all’assegnazione del Premio Andersen 2014, l’autore serra il match tra il buono e il cattivo del romanzo cogliendo di sorpresa il lettore. Miliardario di giorno, sorta di amatissimo Robin Hood per aiutare i reietti di notte: il crack finanziario sarà la fortuna del doppio Rosenberg al quale rimarrà solo la parte migliore di sé, quel Born che tutti vorremmo essere, per ricominciare a vivere.
Elena Baroncini
(da LiBeR 104)
La doppia vita del signor Rosenberg
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