Finché la terra piangerà
Yaël Hassan, trad. di A. Keramidas
Lapis, 2014, p. 161
€ 10,00 ; Età: da 11 anni
La riflessione che cerca di venire a capo del conflitto tra Israele e Palestina, con il suo ormai atavico indotto storico mediorientale e globale, è un lavorio incessante, una rete esacerbata e complessa in cui, parafrasando Alda Merini, le ragioni si inseguono e si aggrovigliano fino all’oscurità, appigliandosi a qualunque strada. Continua ad accadere, mentre in questi giorni d’estate 2014 siamo ancora una volta spettatori attoniti e inadeguati di una feroce recrudescenza delle ostilità, con Gaza ancora bersaglio sacrificale di innocenti.
Così, tra gli altri penso a Grossman, a Susan Ablhawa, e ho tra le mani Finché la terra piangerà, un romanzo di Yaël Hassan, tutto giocato tra Parigi e Gerusalemme nel 2004, anno della sua uscita in Francia, mentre, grazie a Lapis, appare da noi proprio adesso.
Al centro l’ineludibile vissuto adolescenziale sul conflitto. C’è Samy, 15 anni, ebreo francese non osservante: dopo aver subito una aggressione antisemita, sente irresistibile la spinta a trovare ragioni di vita in Israele; Kamal, suo coetaneo e migliore amico, figlio di marocchini emigrati: ha sperimentato la serena convivenza di ebrei e musulmani; Intissar, quindicenne palestinese il cui padre lavora pacificamente con gli israeliani: non conosce le privazioni dei campi profughi, ma pure vive un coacervo rovente di contraddizioni; infine Leila, ragazzina palestinese costretta alla dialisi in un ospedale israeliano.
È dal montaggio incrociato delle loro vite che Hassan squaderna con pazienza e rispetto le ambivalenti sfumature del sentire di ognuno. Sottovalutare o amplificare gli episodi di antisemitismo, identificare o meno i musulmani con i terroristi, ammirare l’autonomia delle giornaliste occidentali e insieme spasimare per le shahide che si fanno saltare in aria, vivere nella tensione anche solo per un clacson, e conoscere una “perpetua prigione a cielo aperto”… E così a dipanare a illuminare a sceverare, finché i fili sapientemente imbastiti non produrranno un traumatico radiante finale.
Maria Grosso
(da LiBeR 104)
Finché la terra piangerà
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