Io sono soltanto un cane
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Io sono soltanto un cane

Io sono soltanto un cane
Jutta Richter
Trad. di B. Rinaldi
Beisler, 2013, p. 91
(Il serpente a sonagli)
€ 10,00 ; Età: da 8 anni

Il linguaggio è ciò che contraddistingue gli esseri umani dagli animali.
Lo sa molto bene Anton, cane pastore ungherese, protagonista di Io sono soltanto un cane, ultimo libro di Jutta Richter. Anton sa però altrettanto bene che gli uomini hanno la lingua troppo corta ed è convinto che forse sia questa la causa, per la quale alcune volte i loro pensieri sono stupidi. Non hanno semplicemente il tempo di completarli. Gli umani sono tendenzialmente troppo veloci nel dare ordini e poco propensi a comprendere il mondo in cui vivono.
Come se Anton, per esempio, non avesse coscienza delle proprie azioni, per richiamarlo all’“ordine” Friedbert, il suo padrone, utilizza un fischietto, che oltre a stordirlo gli provoca un fastidio tremendo:
“L’eleganza e il saper vivere non sanno nemmeno cosa siano. Forse è perché hanno la lingua più corta della mia.” Con questa piccola battuta si apre il racconto che Jutta Richter affida direttamente ad Anton. Il cane pastore, narratore d'eccezione, mostrerà vizi e virtù di un piccolo nucleo familiare, padre, madre e figlia, quest'ultima in verità è l'unico bipede che riesce a capire Anton e ne è riamata di amore fraternamente canino.
Presto al nucleo familiare si aggiungerà un altro componente: un gatto. Per fortuna però Anton è ben preparato, suo zio Ferenc ha fatto in tempo a insegnargli le cose della vita e a proposito dei gatti, gli aveva detto di guardarsene bene perché: “non conoscono né colpa né compassione”. L’arrivo della gatta movimenta il tran tran quotidiano e qualsiasi cosa accada a farne le spese è sempre Anton, fino a quando i suoi padroni dovranno fare un passo indietro. Confessiamolo: gli amanti degli animali, in particolar modo di quelli domestici sono persone alquanto bizzarre, si adoperano in tutti i modi per umanizzare le povere bestie che dicono di amare, cercando di allontanarle dalla loro natura.
Una delle prime cose a cui i cuccioli devono sottoporsi è un bel bagno profumato, per far andar via “la puzza di cane”, poi ci sono i corsi per mantenersi in forma, e magari qualche bel vestitino. Un racconto godibile per tutti, e come sempre le storie narrate da Jutta Richter hanno una lingua di una bellezza poetica che ti fa venir voglia di rileggere il libro appena giunti all’ultima parola.

Agata Diakoviez
(da LiBeR 99)