Il riscatto di Dond
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Il riscatto di Dond

Il riscatto di Dond
Siobhan Dowd, ill. di Pam Smy; trad. di S. Bandirali
Uovonero, 2014, p. 83
(I geodi)
€ 14,00 ; Età: da 9 anni

Venne dal mare e portò paura, morte e il desiderio di avere di più. Fin dalle prime parole s'intuisce che quest'ultimo libro di Siobhan Dowd è diverso da tutti gli altri, fatta forse eccezione di Sette minuti dopo la mezzanotte, scritto da Patrick Ness su un suo soggetto. Tra i libri di Siobhan Dowd, Il Riscatto di Dond, resta quello che più risale alle radici dell'uomo. Qui la storia diviene epica, i protagonisti sono l'archetipo di quel siamo stati e di quel che ancora oggi siamo. I sentimenti umani vengono mostrati nella loro nudità, senza orpelli; anche i luoghi in cui si muovono i personaggi sono scarni, roccia nuda su cui l'uomo mette in scena la vita. L'elemento magico compare presto, ma non aiuta nessuno ad avere un presente diverso. “Sei venuto a salvarmi?”, gli chiede la piccola Darra, e mai risposta fu più crudele: “No. Ciascuno può salvare soltanto se stesso.”
In ogni cultura, di ogni tempo, è possibile ritrovare nelle letterature traccia di sacrifici imposti a qualcuno per la salvezza di alcuni, ma c'è sempre un momento in cui è possibile sperare in qualcosa, rompere la catena di morte. Perché invece Siobhan Dowd ha scelto di raccontarci questa storia senza lasciare spazio alcuno alla speranza, alla solidarietà? Cosa vuole mostrarci, cosa possiamo leggere in queste pagine? Alla fine la maledizione verrà spezzata con la morte; il grido della folla sarà ancora una volta unico: uccidiamoli. I volti di quelli che erano i vicini, i prossimi, sono descritti come quelli di bestie fameliche. L'odio e il desiderio, diventano facce della stessa medaglia. Nessuno è disposto a fare un passo indietro, ogni desiderio deve essere realizzato. L'irrazionale sembra abitare un'umanità senza più umanità.
Il racconto è illustrato da Pam Smy, che conferma ancora una volta con la forza espressiva del suo lieve tratteggio di volti e luoghi, di saper riuscire a rendere visibili l'unicità dei sentimenti.
Se è vero che ogni illustratore è il primo esecutore del testo, e come un musicista ne sa interpretare lo spartito, non c'è una sola nota stonata in tutto il libro.

Agata Diakoviez
(da LiBeR 106)