Il mio nome è Danny Hope
Featured

Il mio nome è Danny Hope

Il mio nome è Danny Hope
Lara Williamson; trad. di C. Gaiba
De Agostini, 2014, p. 224
(Le gemme)
€ 12,90 ; Età da 10 anni

Il suo nome è Hope, Danny Hope: hope come speranza. Ha undici anni e coltiva dentro di sé un desiderio bruciante e testardo. Suo padre se ne è andato sbattendo la porta e da quattro anni Danny aspetta di ricevere da lui almeno un biglietto di auguri per il suo compleanno. Non si rassegna a essere stato dimenticato: “vorrei che mio padre mi volesse bene”, scrive in tutte le sue improbabili liste dei desideri. E sa bene che questo è il desiderio più difficile da realizzarsi.
Nonostante tutto la sua vita scorre, tra alti e bassi, come quella di tanti ragazzini della sua età. Danny ha una sorella, Grace, dal carattere impossibile, un cane che di tutto ingurgita e altrettanto vomita, la scuola e due amici: Josephine, fanatica di santi e reliquie al punto da “lavarsi i denti con l’acqua santa”, e Christopher, anche lui con un doloroso segreto familiare. Poi c’è la mamma con il suo nuovo fidanzato, Big Dave. Potrebbe sembrare una delle tante storie di famiglie che si spezzano mentre altre se ne costruiscono, e potrebbe essere scritta con toni dolenti e strappalacrime. Per fortuna non è così: Lara Williamson – al suo debutto con questo romanzo – riesce a dar vita a un protagonista ingenuo e caparbio, e a parlare di un’assenza struggente senza mai deporre l’arma dell’ironia e della leggerezza, e sa mettere Danny di fronte a una realtà durissima da accettare senza però indulgere in facili sentimentalismi.
Il lettore viene travolto dalla storia fin dal primo capitolo davvero folgorante. Mentre Danny è in salotto – improvvisamente – il padre irrompe nella sua vita niente meno che dallo schermo del televisore: è diventato un famoso presentatore di una trasmissione molto seguita. Un incipit da premio! Un “ritorno virtuale”, questo, che spezza il fragile equilibrio della vita di Danny, e che diventa l’occasione per escogitare una serie di tentativi di mettersi in contatto con il padre, di perdonarlo e farsi nuovamente amare. Il titolo in inglese A boy called Hope (Un ragazzo chiamato Speranza) contiene un bellissimo gioco di parole che purtroppo si perde in italiano.

Paola Bertolino
(da LiBeR 103)