Il filo magico
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Il filo magico

Il filo magico
Mac Barnett, ill. di Jon Klassen; trad. di D. Musso
Terre di mezzo, 2016, 40 p.
(Acchiappastorie)
€ 15,00 ; Età: da 5 anni

In un paese coperto dalla neve e dalla fuliggine, magistralmente illustrato dalle luminose e ben costruite tavole di Jon Klassen, prende forma questo sognante picture book, dove una bambina di nome Annabelle trova per caso una scatola con un filo multicolore al suo interno. E la storia comincia proprio srotolandosi lungo questo magico filo: esso è l’elemento che dà il via alla piccola e vivace rivoluzione che anima la fumosa cittadina, dove tutto appare grigio e statico.
Annabelle comincia a lavorare ai ferri per prepararsi un bel maglione di tutti i colori. Nonostante sia lungo e abbondante, le avanza ancora del filo. Così la bambina prepara un maglione coloratissimo anche al suo cagnolino Mars, al vicino di casa, al cane del vicino di casa, ai compagni di classe e persino al maestro. Ma il filo continua incredibilmente ad avanzare ed Annabelle continua, incredibilmente, a sferruzzare: dona maglioni e cuffie a tutti gli altri abitanti della piccola città. Quando gli uomini finiscono la bimba regala i maglioni ai cani, ai gatti e al resto degli animali: in poco tempo tutti si ritrovano in qualche modo legati dal mirabile filo che non finisce mai ed è composto dai colori dell’arcobaleno, che invadono le pagine dove prima vi erano solo grigi, marroni bruciati e neri. La lana diventa un manto che, oltre a quello innevato, abbraccia la città e ricopre di vita e armonia tutto quello che tocca, permettendo di vedere la quotidianità con occhi diversi.
Addirittura le case e gli alberi vengono ricoperti dalla lana prodigiosa che, divenuta un’attrazione, attira nel porto del paese un arciduca malvagio, venuto da lontano per farla sua. “Sono disposto a offrirti un milione di dollari”. “No, grazie” è la candida risposta di Annabelle, “non venderò il filo”. Il vanitoso damerino scoprirà a sue spese che la scatola non svela la sua magia a tutti: il filo ha un potere perché viene usato da Annabelle per donare e non per sottrarre. Sarà poi il mare a restituire la cassettina al luogo alla quale appartiene e dove, nelle giuste mani, riacquisterà il suo valore.

Giulia Romualdi
(da LiBeR 114)